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Da BlogDidattici… AppassionataMente: il blog tra portal class e consulenza professionale

28 giugno 2010 | di Renato Murelli, gestore del sito Software Didattico Free, già docente presso l’Istituto Comprensivo «M. Montanari», Sannazzaro de’ Burgondi (PV) e Giovanna Arcadu, Istituto Comprensivo, Pattada (SS)

Abstract. In questo contributo sono descritte due esperienze relative all’uso del blog provenienti dalla comunità di BlogDidattici… AppassionataMente. La prima esperienza analizza l’evoluzione di un blog da strumento per la classe a blog di segnalazione di software didattico. La seconda mostra come l’uso didattico del blog, partendo da uno specifico approccio disciplinare, si apra comunque ad altre dimensioni dei processi di insegnamento e apprendimento.

Parole chiave: blog didattico, BlogDidattici… AppassionataMente, software didattico, didattica delle matematica.

Summary. The focus of this article is to describe two teaching practices regarding the use of blogs from BlogDidattici… AppassionataMente community. The first experience examines the evolution of a blog from class portal to filter blog for educational software. The second shows how the educational use of blogs, starting with a specific disciplinary approach, is still open to other dimensions of teaching and learning processes.

Keywords: educational blog, BlogDidattici… AppassionataMente, educational software, mathematics education.

Quadernone blu (a cura di Renato Murelli)

La nascita
Pronti? Via! Diamo inizio al blog del «quadernone blu», dal colore della copertina che contraddistingue i quaderni di matematica nelle due classi terze della scuola primaria di Sannazzaro. Il maestro Renato userà questo spazio per tutta una serie di interventi destinati ai propri 55 alunni (!) e ai loro genitori: avvisi, segnalazioni, indicazioni didattiche, assegnazione di compiti e lezioni per casa, sintesi del lavoro di classe per alunni assenti, ecc. Alunni e genitori potranno intervenire cliccando su commenti. Partecipiamo tutti insieme, maestro di matematica, alunni e genitori, a questa nuova avventura in rete. Speriamo di fare qualcosa di utile!
Questo è il primo post del blog didattico Quadernone blu (http://quadernoneblu.splinder.com), pubblicato on line il 6 novembre 2003 dal sottoscritto, allora in servizio come docente di scuola elementare (non ancora diventata «scuola primaria»…) in un centro lomellino, in provincia di Pavia. A quell’epoca gestivo già da alcuni mesi un blog personale di tipo generico, cercando di cogliere sul campo le peculiarità del nuovo mezzo che da poco si stava diffondendo anche in Italia. L’occasione per lanciarmi nell’avventura del blog di tipo didattico fu dovuta abbastanza casualmente alla lettura di una segnalazione di Sophia Magazine, la benemerita newsletter che diffondeva e tuttora diffonde settimanalmente puntuali notizie circa l’impatto delle nuove tecnologie sull’organizzazione scolastica e sulla didattica. In una nota di Giorgia Gianni datata 10 novembre 2003 (ma in realtà pervenuta qualche giorno prima), si parlava di Roberto Manfredi, docente di matematica al liceo scientifico «A. Einstein» di Milano che aveva appena aperto due blog «gemelli» di supporto ai suoi corsi. Si trattava molto probabilmente dei primi blog a vocazione didattica in Italia: come è nella natura dei blog, essi superavano i vistosi limiti dei normali siti scolastici, allora del tutto statici e scarsamente interattivi, anche perché non ancora basati su CMS. Nei blog di Manfredi trovavano spazio gli argomenti delle sue lezioni, gli esercizi assegnati, gli annunci delle prove scritte programmate e le tracce di quelle svolte. Non mancavano link a software per la matematica e avvisi per il ricevimento dei genitori. Perché, mi dissi, non tentare di costruire qualcosa di analogo per i miei alunni di… terza primaria? Così, in maniera piuttosto casuale, il 6 novembre di quasi sette anni fa nacque su piattaforma Splinder il blog del Quadernone blu: se non il primo, uno dei primi blog didattici italiani pensati espressamente per alunni di scuola primaria. En passant, mi piace ricordare che, qualche giorno dopo e sulla base dello stesso input (la segnalazione di Sophia Magazine sui blog di Roberto Manfredi), nacque anche il blog Matematica… Appassionatamente, di Maria Teresa Bianchi, docente di matematica al Liceo statale «G. Mazzatinti» di Gubbio. Nel gennaio 2004, la neoblogger darà poi vita a Blog didattici… Appassionatamente, che divenne ben presto il blog/community di riferimento per tutti noi docenti di ogni ordine e grado che cominciavamo in quei mesi a usare il nuovo mezzo nella nostra didattica quotidiana.

Sviluppi e criticità
Tornando al Quadernone blu, posso dire che, al di là dell’occasionale input cui ho sopra accennato, sentivo in quel periodo l’urgenza di sperimentare sul campo le diverse possibilità didattiche e comunicative che il sempre più incombente mondo digitale metteva a disposizione anche dei docenti: il tutto allo scopo di arricchire la proposta formativa nei confronti dei miei alunni coinvolgendoli in forme nuove, più dirette e pregnanti. In linea di principio, il blog didattico sembrava del tutto adeguato a quella finalità: bisognava metterci le mani e sperimentare il nuovo mezzo insieme ai bambini. A questo proposito, però, dovetti ben presto fare i conti con alcune criticità che finirono per pesare piuttosto negativamente sull’esperienza appena avviata. Mi riferisco innanzitutto al fatto che il blog, pensato e gestito per i 55 alunni delle mie classi a modulo, finiva per essere… scarsamente fruito dagli stessi! Pochissimi fra loro, infatti, potevano allora contare su una connessione internet in ambito domestico e, d’altra parte, nello stesso laboratorio informatico della nostra scuola, solo una delle postazioni a disposizione era dotata di collegamento alla rete (tra parentesi: credo sia tuttora così…). Tutto ciò, ovviamente, ostacolava non poco l’accesso da parte degli alunni al blog loro dedicato e ai suoi contenuti, che comunque di post in post continuavano a moltiplicarsi. Si trattava, tra l’altro, di avvisi e segnalazioni, anticipazioni e approfondimenti di argomenti di studio, stimoli e proposte di lavoro (anche di carattere ludico) che inserivo con frequenza pressoché quotidiana. Insomma: in quella fase iniziale, finii per constatare come mancassero le premesse minime per poter mettere compiutamente a frutto tutte le opportunità che potenzialmente il Quadernone blu sembrava offrire sul piano didattico. Da questo punto di vista, col tempo le cose migliorarono, ma non certo in maniera significativa come avrei auspicato. In altre realtà più fortunate, invece, vedevo colleghi e colleghe blogger (con cui ero entrato nel frattempo in contatto) partire dai propri blog per dar vita a significative esperienze non solo sviluppate e quindi fruite all’interno delle proprie singole realtà scolastiche, ma anche pensate in forma collaborativa e portate avanti nonché condivise a distanza. Vedevo recuperare sul piano virtuale e adattare al nuovo mezzo, ad esempio, l’antica pratica della corrispondenza interscolastica, declinata ora nella proposta di attività collaborative su comuni tematiche di vario genere, che si concludevano talvolta con reali e non solo virtuali incontri fra le scolaresche coinvolte, didatticamente «gemellate» proprio grazie alla rete dei rispettivi blog… Inutile dire che tutto ciò suscitava in me tanta ammirazione e (confesso!) una punta d’invidia: ma tant’era…!

L’evoluzione
Nel frattempo gli anni scolastici si susseguivano e, arrivati in quinta classe, si apriva per me la prospettiva del pensionamento, dopo i 40 canonici anni di servizio nella scuola primaria. Alla fine dell’anno scolastico 2005/2006 mi si poneva dunque di fronte un problema: che fare del Quadernone blu? Chiuderlo in concomitanza con il passaggio dei ragazzi per cui era nato alla scuola secondaria di primo grado, passaggio che coincideva casualmente con la conclusione della mia esperienza di docente? Mantenerlo in vita, ovviamente cambiandone in qualche modo natura e scopi? Mi orientai quasi subito verso questa seconda possibilità e così, dal 18 giugno 2006, il Quadernone blu divenne il blog collegato a Software Didattico Free (http://www.softwaredidatticofree.it/), sito da me curato fin dal 2002 in cui segnalavo (e segnalo tuttora) programmi didattici per alunni della scuola dell’obbligo da scaricare liberamente in locale (compresi i software di tipo esercitativo da me stesso realizzati già da alcuni anni). Il cambio di «mission» avrebbe forse potuto e dovuto comportare un radicale, drastico mutamento dell’impianto strutturale e grafico del blog, ed era probabilmente venuto il momento di prendere in considerazione il passaggio a una diversa piattaforma ospite, basata su CMS, come Wordpress e simili. Mi risolsi invece a continuare l’esperienza su Splinder, mantenendo sia la denominazione, sia quasi integralmente il vecchio template del blog didattico: pensavo che potesse essere bello, per i ragazzi ormai giunti alle secondarie di primo grado, tornare qualche volta a «sfogliare» il loro Quadernone, ritrovandone l’aspetto pressoché immutato e, quel che è più importante, potendo accedere ai vecchi post degli anni 2003-2006, ancora disponibili nella sezione «Archivio». L’«operazione nostalgia» in effetti ebbe qualche riscontro…
La nuova fase del Quadernone blu, tuttora in corso, vede dunque il blog presentare con una qualche regolarità segnalazioni, proposte e interventi sul software didattico non commerciale e, dal 2008, rivolgere uno sguardo anche alle risorse e alle opportunità per la didattica offerte dalla rete (anche nella recente sua declinazione web 2.0) e fruibili gratuitamente on line. Quindi, da allora, nei post vengono segnalati all’interno di brevi recensioni non solo applicativi didattici di varie discipline da scaricare in locale per essere poi utilizzati nel laboratorio d’informatica, ma anche quei servizi on line che possano in qualche modo tornare utili ai docenti, e di riflesso agli alunni, nella pratica didattica quotidiana. Tali connotazioni, ovviamente, hanno finito per caratterizzare il Quadernone blu come un piccolo blog assolutamente di nicchia, con un target ben definito e sostanzialmente limitato a quei docenti di scuola primaria e secondaria di primo grado che dimostrino interesse per l’impiego delle TIC in classe. Tuttavia, credo abbia pian piano conquistato un proprio non trascurabile spazio nella cerchia degli ormai numerosi blog legati all’utilizzo delle nuove tecnologie a scuola, come dimostra il (relativo) buon numero di visite registrate quotidianamente, specie durante i mesi dell’anno scolastico. Certo, l’interazione tra visitatori e curatore del blog non è elevata, come testimonia l’esiguo numero di commenti complessivamente rilasciati. La spiegazione va forse cercata nel fatto che il visitatore tipo, magari giunto al blog tramite motore di ricerca, è giustamente interessato più che altro a seguire i link inseriti nei vari post all’interno delle brevi recensioni, per proiettarsi immediatamente dentro al sito di riferimento del software o del servizio on line che gli interessa testare. Ecco, proprio in questo senso, anche il Quadernone blu nella sua nuova declinazione ambisce a proporsi come un piccolo servizio on line, utile a quanti (docenti, ma anche genitori) siano interessati alle tantissime, fin troppe risorse didattiche di vario genere reperibili in rete e abbiano dunque bisogno di una bussola per orientarsi nel mare magnum dei tanti siti e blog dedicati.
A tal fine è stata riorganizzata e ampliata la sidebar di destra del blog: oltre al link al sito di riferimento, Software Didattico Free, sono presenti i canonici collegamenti-tag, organizzati in modo tale da rimandare alle varie discipline scolastiche secondo cui sono raggruppati i post del Quadernone, così che, cliccando su una disciplina, vengono restituite tutte le segnalazioni di software e servizi on line in qualche modo riferibili alla stessa. Inoltre, nella sezione «Link» sono indicizzati stabilmente svariati blog e siti didattici di colleghi docenti dei vari ordini e gradi di scuola fino alla secondaria di primo grado, che a loro volta segnalano e/o direttamente rendono disponibili utili materiali didattici di vario genere (software, ma non solo), da scaricare liberamente. E ancora: sempre in un’ottica di «servizio» ai docenti, è presente il link a Ricerche Maestre (http://www.ricerchemaestre.it), utilissimo motore di ricerca per bambini, genitori e maestri che seleziona siti scelti da esperti insegnanti della scuola primaria e tramite cui si possono trovare risorse scolastiche per questo grado di scuola, navigando all’interno di pagine web adatte a bambini dai 3 ai 14 anni. Si tratta di un motore di ricerca basato su Google e personalizzato a cura del maestro Alberto Piccini (http://www.albertopiccini.it/), cui peraltro anch’io ho dato un qualche contributo insieme ad alcune altre colleghe docenti. Ancora in tema di moduli di ricerca, nella stessa sidebar è presente anche il link a Ricerca Software Didattico, un motore espressamente dedicato ai programmi didattici reperibili in rete, da me stesso personalizzato appoggiandomi a mia volta al celeberrimo motore generalista. Tramite un servizio esterno, il blog è poi consultabile anche da cellulare. Insomma, questo è oggi il Quadernone blu: partito anni fa come blog didattico pensato espressamente per i miei alunni di scuola primaria, è tuttora vivo e vegeto e, nel suo piccolo, non sembra tradire l’antica vocazione didattica: piuttosto, cerca di volgerla a supporto dei tanti colleghi docenti (e dei genitori) interessati all’utilizzo in classe delle nuove tecnologie didattiche.

Matematicamedie (a cura di Giovanna Arcadu)

Una nota introduttiva
Il nostro blog Matematicamedienascenel maggio 2007. È scritto in calce sull’home page: Questo blog è nato quasi solo per una esercitazione per il seminario «Informazione e conoscenze in mobilità» curato da Antonio Sofi‒ Master E-Learning ‒ Università della Tuscia – Garamond.
Proprio così, nessun progetto, anzi: per indole schiva, l’idea di pubblicare, espormi in rete, non era assolutamente nei miei piani. Ricordo che scrissi per testare un post: e ora? Come riempire queste pagine? Immediatamente aggiunsi: ma è un blog didattico! Io che faccio, con chi lavoro? Ma ci sono loro, i miei alunni. Ecco lo stimolo: con i ragazzi riempiremo le pagine! Immediato il sottotitolo: Raccontiamo la nostra matematica. Sì, qualcosa potevamo già raccontare: da qualche tempo utilizzavamo il computer nelle attività didattiche. Facevamo matematica con Excel, con Cabri Géomètre. I ragazzi mi riempivano un tempo di floppy disk e poi di lettori mp3, su cui assieme alla loro musica caricavano i file da controllare. Cominciavamo a inviare su qualche sito didattico i nostri primi lavori. Dunque, perché non avere uno spazio nostro? Naturalmente come insegnante iniziai a considerare altre possibilità.

Perché un blog?
Cominciai a riflettere sull’utilità del blog, così come dei software che utilizzavamo, quale strumento integrativo nella didattica. Penso che le tecnologie digitali,oramai non più nuove, debbano essere la «normalità» nella prassi didattica, costituendone parte integrante.
Nell’ambiente in cui mi trovo a operare, inoltre, è forte l’esigenza di un coinvolgimento maggiore degli alunni, delle famiglie. È indispensabile una offerta di nuovi stimoli: c’è bisogno di crescita! Oggi è sempre più difficile da parte della scuola fare presa sui ragazzi. Hanno la meglio altri stimoli, esterni alla scuola, più o meno positivi! Si tratta di provare a motivare, catturare l’attenzione utilizzando strumenti (il computer, la rete) che i ragazzi pure utilizzano, ma con scarsa consapevolezza o in maniera assolutamente infruttuosa. Ad esempio Facebook, tanto utilizzato dai nostri ragazzi, comporta spesso scambi poco significativi e tante sono le sciocchezze che vi leggono. La sfida consiste dunque nel cercare possibili ponti tra i loro linguaggi e le loro forme di apprendimento e l’offerta formativa proposta dall’istituzione scolastica. Si tratta quindi di provare a sperimentare nuove strategie per integrare apprendimento formale (quello della scuola) e apprendimento informale (quello della famiglia, degli amici…).
Una ulteriore riflessione sviluppata a partire dalla creazione del blog è legata alla professionalità dei docenti: un blog didattico poteva significare crescita anche per l’insegnante! In un ambiente povero di stimoli, alla ricerca di un confronto con altri colleghi, con il desiderio di aprirsi ad altre esperienze didattiche, di conoscere come si lavora in altre realtà, la rete può costituire una risorsa preziosa. Da qui il desiderio di essere in rete, nel convincimento di poter essere di più grazie alla rete.

I primi passi, le prime difficoltà…
La risposta dei ragazzi è arrivata entusiasta: Che bello, ci leggono su internet! Già si sentivano importanti. Ma non solo ‒ dissi loro ‒ saremo anche noi a leggere tanti vostri coetanei, condivideremo le nostre esperienze, deve essere un reciproco arricchirsi!
Ero quasi alla fine dell’anno scolastico, avevo una classe terza e una prima. A entrambe presentai innanzitutto il blogcome spazio personale in rete,come strumento di condivisione. Solo pochi alunni sapevano in cosa consistesse un blog. Quindi annunciai di aver creato un blog per loro: il nostro blog didattico per la matematica. Entrambe le classi si misero subito al lavoro, a raccontare la nostra matematica! Visitammo, nei limiti concessi dalla nostra connessione internet, qualche altro blog o sito didattico e i ragazzi furono positivamente impressionati.
L’anno successivo, la prima diventata seconda, i ragazzi mi chiesero di insegnargli a creare un blog. Ne volevano uno tutto loro, si erano già organizzati per gruppi di tre/quattro: un primo, amante dei cavalli, ma anche della campagna e delle tradizioni del nostro paese, voleva trattare di natura e cultura sarda. Un secondo gruppo intendeva parlare di videogiochi, pubblicare recensioni e novità sul tema. Un terzo gruppo voleva recensire film. Tutti crearono i loro blog. Cominciarono a postare, nel loro italiano a volte incerto, cominciarono a comunicare… li sostenevo per quanto possibile, li stimolavo a scrivere. Era un impegno da condividere con i colleghi, di lettere soprattutto. Ma purtroppo così non è stato, l’attività da blogger dei ragazzi ha poi avuto, comunque, la durata di qualche anno.
Per tornare al nostro blog matematico, naturalmente, assieme all’entusiasmo, si sono presentati i primi problemi. Strettamente tecnici, in primo luogo: il nostro paese era privo di connessione ADSL. Poche erano le famiglie con un abbonamento internet e anche chi ne era provvisto non aveva la necessaria pazienza di aspettare il caricamento delle pagine web (bisogna essere sostenuti da autentica passione, per superare la frustrazione – e la rabbia! – per l’assenza di un servizio ormai indispensabile).
Il blog è stato utilizzato dunque principalmente nell’aula informatica della scuola. La connessione dalle postazioni dei ragazzi è stata sempre problematica, per cui raramente essi potevano lasciare dei commenti, sul nostro o su altri blog. È questo il motivo per cui, eccettuati pochi casi, la partecipazione e il sostegno delle famiglie sono risultate quasi del tutto assenti. Negli incontri in presenza raramente sono stati manifestati apprezzamenti da parte delle famiglie ed ugualmente rari sono state le visite al blog: tuttavia, grazie all’aiuto dei propri figli, alcuni genitori hanno inserito dei commenti. Il coinvolgimento delle famiglie rimane tuttora un punto dolente. E purtroppo non il solo. Che cosa posso dire riguardo alle reazioni dei dirigenti scolastici (nel frattempo nella mia scuola se ne sono alternati tre) e dei colleghi? I dirigenti, dopo un: «Brava, visiterò, seguirò…», più nulla. Nel corso delle riunioni di consiglio di classe ho sempre evidenziato le attività realizzate dai ragazzi con il blog, ma l’interesse al riguardo è sempre stato flebile! Anche con i colleghi, infatti, si è creata una situazione simile: ho cercato di coinvolgere in particolar modo i docenti di lettere che, più di me, avrebbero potuto sostenere i ragazzi nella realizzazione dei loro blog personali seguendoli nella composizione dei loro scritti, ma ogni tentativo è fino ad ora caduto nel vuoto. Anche con i colleghi della mia disciplina non sono riuscita a trovare forme di collaborazione: dopo una breve visita al blog, mi dicevano «Come sei brava» (ah quale consolazione!), e tutto, purtroppo, finiva lì. Stimolare alla partecipazione o alla creazione di altri blog? Ho tentato. «Ma non si ha tempo…»: ecco la risposta che ho ricevuto più volte. Cerco io tuttora, quando ho occasione, di coinvolgere alunni di altre classi.

Sviluppi dell’attività blog-mediata
Continuo, nonostante le difficoltà, a essere convinta della valenza didattica del blog. I ragazzi, protagonisti attivi nella scrittura dei post, hanno modo di ripensare e rielaborare quanto affrontato in classe. Sviluppano inoltre abilità espressive e acquisiscono più facilmente linguaggi specifici. Gli scritti si commentano e si completano in classe, c’è una ricaduta anche sugli alunni meno dotati. C’è da dire che in molti casi è ardua la revisione degli elaborati dei ragazzi: quanto servirebbe il supporto della collega di lingua italiana! E purtroppo ‒ dovendo troppo spesso sconfinare in discipline che non sono mie, ritrovandomi così a fare lezione di ortografia e grammatica ‒ confesso di rinunciare alla pubblicazione di un lavoro che, a causa di una mia eccessiva revisione, non sarebbe più opera originale e autentica del mio allievo.
Ho rilevato comunque una eterogeneità di atteggiamenti da parte degli studenti nei confronti delle attività promosse tramite il blog. La tendenza a elaborare relazioni da inserire nel blog è differente da classe a classe. Alcune lo fanno volentieri, senza troppe sollecitazioni da parte mia, altre meno. Io preferisco limitare le sollecitazioni: non voglio forzare, deve essere per loro un qualcosa di piacevole. Vorrei che l’uso del blog non fosse percepito come un dovere. È ciò che vorrei, d’altra parte, per tutte le proposte didattiche! Quando non raccontano la lezione, i ragazzi sono stimolati a produrre dei lavori da pubblicare, realizzati con il foglio di calcolo e con GeoGebra,software di geometria dinamica open source, che nelle nostre attività ha sostituito Cabri.

Ulteriori osservazioni
Provando a riflettere sull’esperienza compiuta, vorrei infine sottolineare alcune funzioni e usi del blog, alcuni da attivare in modo pieno ed alcuni già ampiamente consolidati:

• Il blog strumento di costruzione di apprendimenti.
Utilizzo il blog anche per avviare alcune lezioni: anticipo sul blog l’attività, gli alunni che leggono possono o no iniziare a casa il lavoro, in classe lo presentano agli altri. Scaturisce una lezione condotta quasi dai ragazzi stessi, io li guido, domando, sollecito, si integra…; la partecipazione della classe è attiva.
• Il blog quale offerta di approfondimenti.
Pubblico delle curiosità matematiche, post sui grandi matematici, la matematica nella storia, che tanto appassiona e coinvolge i ragazzi, articoli propedeutici alle attività da affrontare, matematica ricreativa, tutoriali, segnalo attività di altri blog didattici…
• Il blog quale strumento per educare i ragazzi (e, nei limiti del possibile, anche le loro famiglie) all’utilizzo consapevole della rete.
Ho verificato via via quanto lavoro ci sia da fare per educare all’utilizzo della rete come strumento di crescita e di ricerca. Presso le famiglie degli alunni manca del tutto la cultura della rete come fonte di studio e di sapere. I genitori possono dire al proprio figlio (quelli che lo fanno): «Studia, fa’ i compiti, prendi il libro» ma non «Collegati, apri il blog, intervieni, controlla se ci sono novità, segui eventuali segnalazioni…». Posso contare solo 4 o 5 casi (su due classi) di genitori che agiscono in quest’ultimo senso.
• Il blog quale strumento di comunicazione con altre realtà scolastiche.
Quest’obiettivo si rivela, nel mio contesto, il più spinoso da raggiungere. Nel corso dei nostri tre anni di blog c’è stato qualche tentativo di comunicazione/collaborazione con altre classi ma l’attività non ha poi avuto seguito. A scuola manca il tempo, spesso la connessione (nonostante l’arrivo dell’ADSL!) è assente, e a casa le medesime difficoltà si ripropongono…
• Infine, ma non meno importante, il blog quale strumento di divulgazione.
Quando nei commenti si legge: Fai amare la matematica anche a me, che sono sempre stato in conflitto con la materia … non può che dare soddisfazione! Il discreto numero di accessi, le chiavi di ricerca, talvolta i ringraziamenti, probabilmente stanno a indicare che in qualche maniera si è utili. E anche questo fa piacere e stimola a proseguire…

Come conclusionesull’uso didattico del blog ritengo che bisogna continuare a crederci, nonostante tutto! È faticoso ma coinvolgente, è uno stimolo a ricercare continuamente, a guardarsi attorno, scoprire nuove strategie non solo per far amare la matematica ma per potenziare competenze che vanno al di là di specifici ambiti disciplinari.


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