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Da Edidablog:
Il raglio del prof

28 giugno 2010 | di Giuseppe Albezzano, Istituto di Istruzione Secondaria Superiore «Boselli Alberti Pertini», Savona

Abstract. Un blog che viene usato come strumento didattico. Non solo bacheca o archivio di risorse didattiche digitali per chi insegna economia aziendale, ma anche diario e documentazione della vita della classe vista dall’interno, e aiuto didattico per gli insegnanti: tutto questo è Il raglio del prof.

Parole chiave: blog didattico, Edidablog, archivio, economia aziendale.

Summary. A blog that is used as a teaching tool. Not only notice board or digital learning resources repository for business administration teachers, but also diary and documentation of classroom life from the inside, and methodological aid for teachers. This is Il raglio del prof.

Keywords: educational blog, Edidablog, repository, business administration.

Perché il blog
Perché tra i tanti strumenti disponibili scegliere il blog? Perché è lo strumento che da diversi anni più si addice al mio modo di fare scuola. E qui occorre che mi spieghi meglio. Nel 2002/2003 ebbi l’idea di trasformare i contenuti del libro di testo di economia aziendale (la materia che insegno) in formato digitale utilizzando Power Point. La ragione di questa scelta era data dal fatto che incontravo sempre più difficoltà nell’utilizzare il testo cartaceo durante le lezioni e così pure i miei studenti. Così decisi di costruire da me dei moduli digitali in modo da coprire il programma di economia aziendale per tutti i cinque anni di corso. Il progetto che avevo in testa posso riassumerlo così: Economia aziendale on line. Le linee guida dovevano essere: fornire i contenuti essenziali, moduli brevi, nel caso di argomenti lunghi e/o complessi suddividerli in più moduli, corredare ogni argomento con esempi. I moduli dovevano fornire un supporto, un aiuto in più, oltre al libro di testo. Col tempo, gli studenti preferirono i moduli al libro. Soprattutto gli studenti che avevano maggiori difficoltà con l’economia aziendale. Fatti i moduli bisognava trovare il modo di farli arrivare agli studenti. La prima strada che provai fu quella della posta elettronica. E qui cominciarono subito le difficoltà perché non tutti gli alunni erano in possesso della casella di posta, non tutti avevano l’abitudine di controllarla periodicamente per scaricarla, e quindi spesso risultava intasata, non tutti riuscivano a scaricare i file perché erano troppo pesanti. Viste queste difficoltà, decisi di utilizzare un’altra modalità di erogazione: il forum. Aprii un forum sul sito www.freeforumzone.it e le cose cominciarono ad andare un po’ meglio. La piattaforma del forum, tuttavia, riusciva ad accettare solo file di dimensione ridotta e così cominciai ad avere problemi nel postare i moduli di una certa dimensione. Proprio in quel periodo venne avviato dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione il progetto Edidablog e decisi di provare il blog come strumento per distribuire i moduli di economia aziendale.

Perché Edidablog
Scelsi Edidablog in prima battuta perché, come insegnante di scuola pubblica, mi sembrava eticamente e professionalmente corretto utilizzare un servizio messo a disposizione dal Ministero. Una volta iscritto mi accorsi che offriva alcuni vantaggi: relativa semplicità e facilità d’uso, possibilità di postare e inserire file di vario formato (suoni, immagini, video, testi, presentazioni in Power Point) e di grandi dimensioni. La piattaforma permetteva, inoltre, di poter scegliere il layout del blog tra diverse opzioni e di poter controllare il numero di accessi, la loro provenienza e così via. L’aspetto importante, però, non era soltanto quello tecnologico. Il fatto di poter contare su un gruppo di persone, la redazione di Edidablog, che ti poteva aiutare a risolvere i problemi derivanti dall’utilizzo della piattaforma è stato il valore aggiunto della piattaforma. Non solo, oltre al supporto tecnico, un altro fattore importante è stata la possibilità di ottenere informazioni, risorse, aggiornamenti messi a disposizione della comunità dei blogger dalla redazione.

Il progetto
Il blog ha un titolo: Il raglio del prof e un sottotitolo: ovvero come diventare o non diventare e-insegnanti e vivere felici e contenti. Lo trovate a questo indirizzo http://blog.edidablog.it/blogs//index.php?blog=60 oppure a questo http://blog.edidablog.it/edidablog/raglio/. Il primo è quello della vecchia piattaforma utilizzata dal Ministero dal 2005 al 2008, il secondo è quello della nuova piattaforma sulla quale si è trasferito Edidablog nel 2009. Il primo problema da affrontare fu quello del nome da dare al blog. Come insegnante di marketing, pensai che ci voleva un titolo ad effetto, che stimolasse la curiosità e l’immaginazione dei surfer della rete. Mi venne in mente l’ossimoro Il raglio del prof. Il sottotitolo stava a significare che, tanto nell’utilizzare le nuove tecnologie che «gesso e lavagna» era importante che ciascun insegnante individuasse il proprio modo di fare scuola e ci si trovasse bene. Il raglio del prof lo progettai sin dalla sua nascita in tre parti (categorie) distinte: Lezioni di economia aziendale, Teacher’s help e NoNews e dintorni. Come si può facilmente intuire, Lezioni di economia aziendale doveva essere la parte dedicata agli studenti. In questa categoria, inizialmente, postai i moduli spiegati in classe, ma col tempo iniziai anche a postare lo svolgimento delle esercitazioni e quello dei compiti a casa, le verifiche (testo e soluzione), le prove strutturate (testo e soluzione). Teacher’s help doveva essere la parte dedicata agli insegnanti e fornire soprattutto risorse didattiche (segnalazione di articoli, libri, siti internet, ecc.) trovate in rete oppure preparate da me. Come ad esempio un corso che intitolai Insegnare con le mappe concettuali e composto da una decina di moduli in Power Point. NoNews e dintorni doveva essere la parte destinata, diciamo così, «al resto del mondo» e, da un lato documentare le attività della classe, vale a dire la gita scolastica, la conferenza dell’esperto, lo scambio di auguri l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, la foto di classe, ecc.. Dall’altro lato doveva fornire informazioni sulla scuola che sui media trovavano poco o niente spazio (indagini, ricerche, articoli di giornale, ecc.).  E tuttavia, sin dall’inizio, NoNews e dintorni rappresentò anche il mio personalissimo punto di vista su questioni che riguardavano e riguardano il nostro Paese. Come ad esempio la riforma della scuola, l’evasione fiscale, il costo della politica e via dicendo. Due anni fa ho aggiunto altre due sezioni: Lezioni di analisi logica, dedicata agli studenti, che contiene un corso completo di analisi logica e uno incompleto di analisi del periodo, tutti e due in Power Point, e Lezioni di enigmistica, dedicata agli studenti della mia classe. Quest’ultima parte aveva la funzione, diciamo così, di «intrattenimento» fra un ciclo di lezioni e un altro. Periodicamente postavo indovinelli ed enigmi che gli studenti dovevano risolvere. Chi indovinava riceveva un premio virtuale. Con gli studenti di due anni fa la cosa funzionò. C’era una gara tra di loro a risolvere gli enigmi e quindi a postare le risposte ai quesiti. Poiché non tutte le classi sono uguali, con gli studenti di quest’anno la cosa non ha funzionato. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la gestione del blog e delle sue aree non ha comportato grossi problemi e non mi ha portato via troppo tempo. Dopo aver spiegato un modulo di economia aziendale in classe, veniva naturale postarlo sul blog il pomeriggio o la sera. La stessa cosa accadeva per gli esercizi, le esercitazioni e le verifiche. Quanto a Teacher’s help e NoNews e dintorni, se avevo materiale e tempo lasciavo un post, altrimenti non inserivo nulla. La fatica vera, invece, l’ho fatta nel preparare tutto il materiale didattico (lezioni, esercizi, esercitazioni, prove strutturate, questionari) in formato digitale. Questo sì che è stato un lavoro a cui ho dedicato due, tre, a volte quattro ore al giorno dal 2005 al 2008, oltre l’orario di lezione. Adesso che possiedo un archivio ben fornito di materiale didattico, vivo sugli allori. Si tratta solo di aggiornare i moduli di economia aziendale oppure di prepararne dei nuovi, di predisporre qualche nuovo esercizio o prova di verifica o di aggiornare quelli in archivio. Il blog, quindi, mi servì sin dall’inizio, come «bacheca» o «archivio» in cui mettere tutto l’apparato didattico digitale di economia aziendale che man mano andavo preparando. Col tempo mi accorsi che documentare sul blog l’attività della classe (la gita scolastica, la foto di classe, la conferenza con esperti, ecc.) contribuiva a costruire un ambiente sereno e ben disposto nei confronti dell’istituzione scuola e rafforzava lo spirito di gruppo della classe. Lo sforzo e la fatica profusi soprattutto nei primi anni sono stati ricompensati dall’entusiasmo e dalla rinnovata motivazione degli studenti a frequentare la scuola e a seguire le lezioni di economia aziendale. Il blog da solo non sarebbe stato sufficiente a motivare gli studenti, ma insieme a tutti i contenuti digitali messi a disposizione ha cambiato davvero l’atteggiamento dei ragazzi nei confronti della scuola e dello studio. Non ero più io che dovevo dire: «Studiate da pagina… a pagina…», adesso erano loro che chiedevano: «Prof, allora stasera lo mette sul blog il modulo sui beni strumentali?», o ancora: «Prof, non l’ha ancora messo sul blog l’esercizio svolto?». Mano a mano il blog guadagnava una posizione sempre più fondamentale nel rapporto tra studenti, contenuti e strumenti didattici. Nel blog gli studenti possono inserire commenti, ma quelli di loro che lasciano commenti sono in linea di massima pochi. Dipende poi da classe a classe. Ho avuto delle classi che hanno interagito molto col blog, altre meno. Ma non vuol dire. Perché il blog, al di là dei commenti, contribuisce a favorire l’interazione in presenza tra studenti e docente. Anche se non tutti i commenti degli studenti esigono però sempre una risposta. Il che vuol dire, per l’insegnante, diventare un insegnante «24×7», cioè a disposizione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Non solo i miei studenti postano commenti al blog. Non sono molto numerosi, ma ci sono commenti di studenti di altre regioni che ringraziano per il materiale disponibile. O ancora mi chiedono spiegazioni su un determinato argomento che non hanno capito. Ci sono poi anche commenti di colleghi sparsi in tutt’Italia che chiedono il permesso di utilizzare i moduli di economia aziendale nelle loro lezioni, oppure rispondono a un post in NoNews e dintorni o in Teacher’s help. Con qualcuno di loro sono rimasto in contatto e ci scambiamo esperienze didattiche e risorse.

Conclusioni e prospettive
A distanza di quasi cinque anni da quando ho aperto Il raglio del prof, che posso dire di questa esperienza? La prima cosa che mi viene in mente è che l’apertura del blog ha costituito un turning point che ha cambiato il mio modo di lavorare. Oggi non sarei più capace di insegnare utilizzando solo «gesso e lavagna» come facevo prima. Ho cambiato pelle come i serpenti. È caduta quella vecchia e, piano piano, senza accorgermene, m’è cresciuta addosso una nuova pelle di insegnante in cui mi trovo meglio di prima. Ormai postare sul blog è come un riflesso condizionato. E oltretutto mi piace. Mi piace sia preparare le risorse didattiche digitali che rispondere a un commento, inserire un post in Teacher’s help o in NoNews e dintorni. Così facendo mi sono accorto, lasciatemi passare l’espressione, che Il raglio del prof è diventato il mio avatar in rete. Cosa c’è oltre il blog? Sinceramente non lo so. Ho una qualche idea su cosa potrebbe esserci oltre i moduli digitali di economia aziendale. Ho la sensazione, infatti, che i nativi digitali vogliano anche interagire con i contenuti che apprendono, non subirli passivamente. Quindi, via libri di testo, via moduli di economia aziendale. Ma via anche gli e-book, se non sono interattivi. Perciò, da qualche anno, ho cominciano a costruire degli oggetti didattici per lo studio dell’economia aziendale, poco ortodossi ma interattivi, che ho chiamato UDO (Unidentified Didactic Object), secondo lo stile de Il raglio del prof. Li potete esaminare a questo indirizzo http://www.itcboselli.it/UDO.htm.

A chi intenda aprire un blog didattico, quali suggerimenti dare? Il primo è quello di imparare a usare non solo e non tanto i programmi di elaborazione testi, presentazione, ecc., ma soprattutto di imparare come si sta in rete e come si interagisce nella rete. Il secondo consiglio è di fare un progetto didattico e di vedere come il blog si inserisce in questo progetto. Il terzo è di considerare il blog non come un fine ma come un mezzo, uno strumento. Il quarto, infine, è quello di sapersi mettere in gioco.


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