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Il curricolo tecnologico, Proposte per la scuola dell’infanzia e primo ciclo

25 febbraio 2010 | Italo Tanoni e Rita Teso

(2009) Il volume si pone come obiettivo quello di fornire ai docenti e agli educatori alcune linee operative per l’insegnamento/apprendimento nell’ambito delle TIC, partendo da quanto la UE, attraverso l’apposita commissione del Parlamento Europeo ,ha indicato nel Dicembre 2006 relativa alle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente . In particolare viene presa in considerazione la quarta competenza, quella digitale indicata dalla Unione Europea come uno degli obiettivi preminenti da raggiungere fino al traguardo del 2010, anno cruciale in cui si farà il punto sull’istruzione in Europa con una nuova conferenza di Lisbona. Il testo decostruisce la definizione della digital competence data dalla UE e ne declina uno ad uno i significati e il senso, collegandoli ai due tronconi in cui si articola oggi la nostra scuola di base: quello dell’infanzia e del primo ciclo (che comprende l’ex scuola elementare e la secondaria di primo grado). In sostanza il filo rosso della competenza digitale viene calato in situazione, nella didattica del quotidiano sia per la scuola dell’infanzia che per il primo ciclo. Reperire, valutare, conservare, produrre, presentare, scambiare informazioni, conservare, partecipare a reti, collaborare tramite internet, rappresentano per gli educatori dei precisi imperativi categorici da perseguire attraverso una serie di azioni didattiche che vengono suggeriti ai docenti per consentire agli alunni di raggiungere la quarta e forse più importante delle otto competenze chiave: quella digitale. Sotto quest’aspetto i capitoli secondo e terzo sono dedicati a sviluppare precise piste operative nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo. Altra questione affrontata dal testo è quella di coniugare l’attuale modo di fare scuola con i nuovi artefatti tecnologici introdotti dal Web 2.0: i blog, wiki, wikipedia, face book, You Tube. Ambienti virtuali che influenzano enormemente l’attuale scenario dell’informazione e comunicazione di fronte ai quali, nel rapporto con le giovani generazioni, la scuola rischia di rimanere completamente spiazzata. Affrontare questa nuova sfida informativa e comunicativa oppure ritornare all’insegnamento istruttivo e nozionistico di passata memoria? Parafrasando Morin, il dilemma è legato ad una scelta tra «una testa piena di contenuti e nozioni o una testa ben fatta», capace di padroneggiare il mondo dell’informazione e della comunicazione. Anche in questo caso il curricolo tecnologico, intende affrontare il problema sul piano pratico: la seconda parte presenta infatti una serie di laboratori (che non hanno una dimensione fisica ma simbolica) riferiti ad alcuni artefatti tecnologici di ultima generazione. Si tratta di medium della comunicazione interattiva che oggi rappresentano un preciso modus vivendi tipico di quella che Pier Cesare Rivoltella definisce Screen Generation caratterizzata dall’utilizzo dei cosidetti social network su cui è costruita la comunicazione in Internet degli anni over 2000. Il messaggio è chiaro: gli ambiti dei nuovi saperi, tipici di quelle conoscenze che noi acquisiamo “informalmente” del nostro ambiente di vita quotidiano (TV, Internet, stampa, tempo libero), nella società prossima futura saranno preminenti. Lo stesso modello formativo-istruttivo prevalente fino ad oggi nella scuola e nelle Università, verrà soppiantato da una formazione blended learning integrata. Un mix tra insegnamento in presenza e a distanza che sta registrando risultati ragguardevoli sul piano della qualità , del coinvolgimento dei soggetti in formazione e della ricaduta didattica di quanto viene appreso perché costruito attraverso la collaborazione e cooperazione in rete che rappresenta una delle dimensioni cogenti del rapporto tra Internet e il mondo della scuola.
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