Home » n. 69 giugno

Un blog didattico: LiberaMente Oria

28 giugno 2010 | di Carmen Taurino, Liceo Scientifico-Tecnologico «V. Lilla», Oria (Br)

Abstract: L’insegnamento del latino è spesso legato a schemi tradizionali che allontanano gli studenti dalla cultura classica. I metodi di insegnamento vanno rinnovati per coinvolgere gli studenti. Da questa prospettiva un blog di latino può essere uno strumento efficace.

Parole chiave: blog didattico, insegnamento del latino, giornalismo.

Summary. The teaching of Latin is often linked to traditional patterns that alienate students from classical culture. We have to innovate teaching methods to engage students. From this perspective, a Latin blog can be an effective tool.

Keywords: educational blog, teaching of Latin, journalism.

Situazione di Partenza
Il blog LiberamenteOria (http://liberamenteoria.blogspot.com) nasce come prodotto di un progetto di scrittura giornalistica che coinvolge più classi del triennio del Liceo Scientifico-Tecnologico «V. Lilla» di Oria (Br), finalizzato alla pubblicazione on line del giornale scolastico. Attraverso l’iniziativa gli studenti hanno acquisito le competenze proprie della scrittura giornalistica, hanno familiarizzato con la scrittura per il web, con l’organizzazione di una redazione, con la correzione e titolazione di articoli, con l’editing. Hanno inoltre imparato che per ottenere risultati positivi è necessario impegnarsi rispettando le regole di gruppo e sviluppando lo spirito della cooperazione in vista di obiettivi comuni.
Visti i risultati postivi ottenuti, è stato naturale pensare a ulteriori utilizzi del blog. All’inizio del successivo anno scolastico 2009-2010, nella mia classe, si respirava un’aria «poco propizia» al latino: si percepiva un atteggiamento di svogliatezza e disinteresse rispetto alla materia. Gli alunni hanno giustificato il loro comportamento adducendo una scarsa motivazione alla traduzione, ritenuta dalla maggior parte poco «gratificante», e allo studio dei classici, percepiti come «antichi, obsoleti simboli di un sapere ormai superato».
È apparso evidente che occorreva attualizzare le voci dei classici. Del resto, senza accorgercene, siamo «impastati» di latino: evitando di dilungarci sui diffusi e ingrati debiti linguistici che noi abbiamo verso i Latini, basti pensare che Google offre la possibilità leziosa di impostare la pagina iniziale in latino, mentre il web è un mare magnum di offerte di siti sul latino (lingua, civiltà, curiosità, testi antichi) che spaziano dal serio al faceto, dai notiziari in latino ai siti monografici, dalle risorse di letteratura a quelle di sintassi, fino alle chat in latino.
Come si concilia tutto ciò con lo scarso interesse che gli studenti dimostrano a scuola verso lo studio della civiltà classica? Una possibile lettura del problema nasce dal fatto che metodi e dispositivi didattici sempre uguali da decenni, cristallizzati negli anni, non generano più un apprendimento efficace e attraente. Se i contenuti da imparare sono sempre gli stessi, possono essere modificati gli strumenti. I giovani non sono, come retoricamente si tende a etichettare, più superficiali o ignoranti dei loro coetanei di cinquant’anni fa, è solo cambiata la loro forma mentis, in virtù dei molteplici stimoli digitali dell’epoca contemporanea. Se le civiltà antiche sono ancora presenti nella nostra cultura, occorre solo trovare il metodo più adatto a vivificarle nella scuola, proponendole in una veste diversa che permetta ai giovani di studiarle con interesse, con piacere, con una leggerezza più amena. Certamente le nuove tecnologie, nonché le opportunità offerte dal web 2.0, offrono un supporto adeguato e interessante in tal senso, che può avere ricadute positive sui giovani nell’aspetto motivazionale, a livello relazionale e nel contesto generale dello studio.

Perché il blog?
Attività e contenuti legati agli interessi personali degli allievi rappresentano un’insostituibile risorsa-strumento per alimentare la loro motivazione e il loro coinvolgimento. Cosa, allora, piace fare ai giovani? Indubbiamente essere in rete, per socializzare, per reperire informazioni, per scambiarsi informazioni e/o risorse, per sentirsi e rendersi presenti. I cosiddetti «nativi digitali» sono coloro che amano studiare servendosi del web percepito come un ambiente caldo, disinibente, informale. In rete cercano e scrivono di più e con più versatilità che in contesti formali, dimostrando maggiore propensione alle interazioni, anche grazie al rapporto informale che si istituisce con l’eventuale docente on line. L’attrattiva verso la rete si presenta come fattore trainante per rinforzare il coinvolgimento: mi è apparsa proficua la scelta di una modalità e-learning attraverso un blog con finalità didattiche, curato dal docente e dagli stessi alunni, incentrato su temi e autori latini. Di fatto esso esisteva già: era il blog giornalistico curato dagli stessi studenti, che era rimasto silente in rete, alla chiusura dell’anno scolastico precedente. Ho pensato che si prestasse bene al soddisfacimento delle esigenze didattiche. Innanzitutto il primo vantaggio è la sua estrema facilità di utilizzo. Inoltre la notevole versatilità, l’ampia possibilità di libera espressione, di autonarrazione, il caratteristico clima disinvolto e informale, l’accessibilità in termini tecnologici e economici fanno del blog un tool molto amato dai giovani e dagli utenti della rete in genere. Il suo appeal può rappresentare una proficua risorsa per il coinvolgimento, contribuendo a conferire all’apprendimento un carattere più naturale e spontaneo.
E poi nel blog sia attuano dinamiche opposte all’ordinaria verticalizzazione del processo di conoscenza tipico della lezione frontale: nel blog il lettore-fruitore-utente è anche autore. Ciò significa che in un blog didattico creato e manutenuto da studenti l’apprendimento si genera dalla partecipazione e dallo scambio di idee. L’apprendimento non è disgiunto dall’insegnamento, poiché lavorare insieme genera contenuti e conoscenza. Il blog quindi, nell’ottica del web 2.0, permette di conciliare formale e informale grazie alla sua natura ibrida.
Il blog permette la dilatazione dei tempi, il superamento del vincolo della compresenza fisica e della simultaneità: la discussione nel blog è un’ottima alternativa alla classica lezione basata sulla presentazione di informazioni, che, a causa di tempi ristretti dettati dall’organizzazione scolastica, non può prolungarsi in orario curriculare in discussioni centrate su problemi. La lezione espositiva appare spesso la soluzione più opportuna in termini di “economicità” (trasmettendo un cospicuo numero di contenuti a molti studenti in tempi ragionevolmente limitati), ma l’apprendimento per scoperta, stimolando le pratiche riflessive, si rivela un’ottimale integrazione della stessa. Il blog, inoltre, come modalità di scrittura asincrona, si adatta meglio ai ritmi individuali di chi apprende consentendogli tempi adeguati di riflessione.
Per scrivere occorre prendersi una pausa, soffermarsi a riflettere, raccogliere le idee e rielaborarle; e in tal senso la narrazione è indissolubilmente legata alla formazione. Il blog ben si presta a comunicazioni e interazioni a scopo riflessivo. Esso, infatti, permette di recuperare in uno spazio digitale tutta la dimensione cognitiva propria della memoria e della scrittura in sé. D’altra parte anche l’insegnante, attraverso le riflessioni espresse dagli studenti nel blog, ha la possibilità di conoscere meglio i propri alunni, di addentrarsi nella loro dimensione più vera: l’ambiente informale e disinibente, infatti, induce l’alunno a esprimersi più liberamente. Nel blog, nella sospensione del giudizio da parte dei docenti, gli studenti si spogliano del ruolo di alunni per ritornare a essere solo giovani con le loro idee che esprimono in piena libertà. Nella narrazione, quindi, si concretizza la possibilità di esprimere la propria identità, di rivelare la propria personalità.

I dispositivi didattici e le strategie. La dimensione progettuale
La motivazione è spesso proporzionata al livello di ruolo attivo che si assegna al discente. Pensiamo, per un apprendimento efficace, ad architetture didattiche più aperte e flessibili, centrate sulla scoperta guidata per problemi e sulla dimensione collaborativa di tale scoperta, che ben si sposa con le procedure tipiche delle comunità virtuali. Il modello è l’ambiente di apprendimento di taglio costruttivista (Calvani, 2007, p. 48), dove la conoscenza si configura come atto collettivamente negoziato. Il blog segue questa linea: non utenti passivi, ma fruitori e costruttori di sapere al tempo stesso (Bonaiuti, 2006, pp. 40 e ss.).
Abbiamo lasciato, quindi, al blog l’impianto di esperienza collaborativa che aveva come giornale on line. Al suo interno è stata creata una sezione etichettata come «cultura latina» che è stata affidata alla cura degli alunni della V A, ma è pensata per resistere come spazio didattico gestito dall’insegnante e dagli alunni che via via si susseguiranno. Nella progettazione sono stati definiti i seguenti obiettivi generali: potenziare l’abilità dell’ascolto e del parlato; favorire e/o consolidare la socializzazione e lo scambio comunicativo all’interno del gruppo classe attraverso il confronto e la discussione; incentivare l’approccio critico ai testi e l’educazione letteraria; potenziare la riflessione sul testo attraverso l’interiorizzazione dei suoi contenuti; sviluppare la capacità di confronto tra testi diversi anche in maniera autonoma e originale nonché logica e costruttiva. In relazione al contesto disciplinare sono stati inoltre individuati: sviluppare interesse nei confronti della cultura classica, sia di quella latina che di quella greca; comprendere e analizzare diversi testi evincendone i nuclei tematici principali e mettendoli a confronto; riconoscere i tratti fondamentali del mondo latino, individuando gli elementi di alterità e continuità tra passato e presente; interpretare i testi attraverso l’analisi contrastiva italiano/latino.
Il nostro orientamento è stato quello di creare una comunità di rete, a metà strada tra le comunità di dialogo e quelle virtuali d’apprendimento, composta da alcuni degli alunni che concorrono a formare il gruppo classe «in presenza»: come nelle comunità di dialogo, gli studenti hanno aderito liberamente in proporzione all’interesse per i temi e alla motivazione rispetto al tool, ma, a differenza delle stesse comunità, il gruppo appariva omogeneo nel possesso dei pre-requisiti in termini di conoscenza e competenze e godeva di un soddisfacente livello di coesione e fiducia reciproca, proprio come accade nelle comunità virtuali d’apprendimento che condividono conoscenze.

Attuazione del progetto
In un incontro preparatorio si è illustrato alla classe il progetto dell’unità didattica di partenza (Il suicidio in Seneca) e si è cominciato a introdurre la tematica facendo leva sui sentimenti, le esperienze e i pensieri dei ragazzi. La discussione è stata poi rinviata sul blog, condotta a partire dai contributi che ciascun alunno ha offerto nel brainstorming. La tipologia delle strategie prescelte si è basata su domande inerenti temi o problemi mal definiti per lasciare maggiore spazio alla generazione di idee, all’interpretazione del problema, all’autodocumentazione, alla formulazione di giudizi motivati e giustificati con opinioni personali e ulteriori documenti (Ranieri, 2005, pp. 123-124). Siamo passati da un approccio per discussione a partire da problemi a un altro basato sullo studio di un caso o di tipo collaborativo. La discussione on line in alcuni casi ha proseguito una lezione tenuta in classe quanto l’ha preparata, gettando le premesse per ulteriori approfondimenti del tema in una logica di complementarietà e reciproco supporto. Sono stati lanciati dall’insegnante o dagli alunni, nel ruolo di moderatore di rete, temi di partenza come stimolo alla riflessione e alla discussione (brani da leggere e commentare, argomenti da discutere, concetti in forma problematica); chiunque tra gli allievi ha potuto formulare nuove questioni su altro argomento per innescare il confronto. Il docente moderatore ha garantito il rispetto della netiquette, ha controllato la pertinenza didattica, ha registrato le idee per tracciare un bilancio conclusivo. Lo sviluppo in sintesi ha previsto quattro fasi:

• Socializzazione (che si è attuata nel contesto classe);
• Avvio del dibattito on line con l’inserimento dell’articolo su uno specifico argomento da parte del moderatore o di uno studente;
• Sviluppo del dibattito e della riflessione attraverso i commenti degli allievi e, se occorre, gli ulteriori interventi del moderatore;
• Sintesi, in cui il moderatore ha registrato e sintetizzato le idee emerse. Il resoconto è stato discusso in classe alla presenza di tutti gli allievi, anche di coloro che non hanno mai inserito commenti nel blog.

È significativo notare come gli alunni con scarso rendimento abbiano dimostrato interesse verso quest’approccio nuovo alla disciplina. Prendiamo ad esempio alcune discussioni affidate al blog. La prima, prendendo spunto dallo studio di Seneca e della sua filosofia morale, è incentrata sul tema del suicidio: vengono offerte diverse letture dell’argomento, attraverso interpretazioni di autori classici e pensatori moderni; agli alunni si chiede di riflettere sull’argomento, articolando le problematiche del caso e proponendo una possibile interpretazione. Il testo, nel proporre i contenuti, si ispira ai principi richiamati dal modello SOI di Mayer (1996), che descrive i tre processi cognitivi (selezione, organizzazione, integrazione delle informazioni) operati della mente umana in chiave costruttivista. Il testo, infatti, seleziona parole chiave con il grassetto, lascia spazi bianchi per incorniciare informazioni importanti e per indicare il passaggio da un concetto a un altro, istituisce confronti sulla base di analogie e differenze tra posizioni diverse, pone delle domande, adotta uno stile del periodare conciso e prevalentemente paratattico, con lessico chiaro.
Tra gli interventi, significativo è il caso di un alunno: in classe si mostrava particolarmente introverso e taciturno. Nel blog si è invece abbandonato a una riflessione-fiume che rivela nuovi aspetti della sua soggettività fino a questo momento sottaciuta. In questo caso il blog, più dell’aula, grazie al suo carattere informale, ha conquistato la fiducia dello studente, che lì ha scelto di aprirsi, come in un diario.
Un’alunna, affascinata dalla lettura del Satyricon di Petronio, ha voluto approfondire un aspetto centrale di questo romanzo latino così disinibito e disincantato, il tema dell’omosessualità. Con un ruolo scelto da lei stessa, quello di «cacciatore di informazioni» (surfer), ha individuato altri autori e altre opere connesse all’argomento, istituendo confronti e parallelismi, in relazione con le problematiche odierne. Il tema ha coinvolto notevolmente, aprendo un dibattito orientato alla libera espressione di opinioni e punti di vista, con l’ausilio di nuovi documenti introdotti dagli allievi. La discussione è stata arricchita dalle idee personali dei ragazzi che hanno vivificato e rivisitato, attualizzandolo, il messaggio dell’autore del Satyricon. Come moderatore sono intervenuta nella discussione per ricondurla alla pertinenza didattica. L’analisi del tema è proseguita in classe, alla presenza di tutti gli alunni, e ha generato un dibattito acceso e partecipato, confluito poi in una verifica scritta nella forma di saggio breve.
L’uso del blog non solo ha promosso l’apprendimento degli allievi, ma ha permesso una ricaduta significativa sullo stile di insegnamento dei docenti, in una dimensione metacognitiva e pedagogica. La riprova è fornita dalla discussione che ha generato un post inserito da me sulla figura del maestro ideale. Lo spunto è stato offerto da un passo di Quintiliano, tratto dall’Institutio Oratoria tradotto in classe in occasione della verifica scritta di fine (primo) quadrimestre. Anche in questo caso gli alunni hanno attualizzato i contenuti latini, ma con una motivazione in più, confrontando, cioè, il paradigma delineato dall’autore latino sul maestro perfetto con le loro aspettative ed esigenze. L’argomento ha suscitato notevole interesse, essendo, di fatto, la disamina del rapporto con i docenti che essi vivono quotidianamente in classe. Gli alunni, in modo corretto e moderato, hanno espresso il loro personale e sincero punto di vista, la loro visione della scuola e dei docenti, le loro attese, sempre nel rispetto delle regole della netiquette. Molte delle loro affermazioni non sarebbero state pronunciate in classe, alla presenza dell’insegnante: sono letture critiche, severe, secche, che stimolano il docente attento a mettersi in discussione, a riflettere sulla propria modalità di approccio alla classe, a rivedere la validità di metodi e strategie rispetto alle esigenze degli alunni, insomma, se occorre, a «cambiar rotta» di insegnamento.

Valutazione dell’esperienza e riflessioni conclusive
Particolarmente utile ai fini di una corretta valutazione dell’andamento del progetto è stato l’utilizzo di un questionario finale attraverso il quale sono emersi sia i punti di forza che le criticità del progetto didattico. Emerge dalle risposte dai ragazzi un atteggiamento di curiosità e interesse verso l’uso del blog in campo didattico, ma solo a certe condizioni. Provo a enucleare i principali punti emersi.
Innanzitutto il tema, che deve interessare; lo strumento può essere accattivante nel senso che spinge i ragazzi a entrare in rete, ma non li porta necessariamente a intervenire nella discussione. Molti non intervengono, ma si limitano a leggere quanto scrivono gli altri, perché il tema non stimola il loro interesse. L’utilizzo dello strumento digitale attira, anzi per alcuni il solo parlare di latino attraverso la rete attualizza la disciplina, ma ciò non basta per una didattica efficace.
Una ulteriore questione è legata alla percezione, talvolta opposta, del blog. Alcuni alunni, creativi e attivi nel dibattito educativo in presenza, non hanno mai preso parte al confronto nel blog perché lo indicano come un ambiente ipocrita (ciò che si scrive è finalizzato a «far bella figura»), fallace, non costruttivo. Altri alunni, al contrario, affermano di sentire il blog come uno spazio informale, quindi libero, diretto, immediato, sincero quanto «un diario». E ciò è dimostrato dagli interventi in merito al tema del «maestro ideale» e alla disinvoltura esibita nel formulare osservazioni a volte rigorose e implacabili.
La natura ibrida del blog ‒ che lega una dimensione pubblica da un lato, e un aspetto privato, «intimo» dall’altro ‒ ha attirato differenti tipologie di studenti, da quello più disinvolto e intraprendente, a quello più timido e introverso. Nel nostro blog ha confessato i propri pensieri, come a un diario, l’alunno più riservato, che rifugge da qualsiasi ostentazione di idee in classe, come l’alunno più estroverso ed esibizionista, che nell’intervento su blog soddisfa il suo narcisismo. E tuttavia, come si nota da alcune risposte date dai ragazzi, la stessa dimensione pubblica può rappresentare una criticità, fungendo da deterrente per i più timidi.
Una successiva ambivalenza emersa lega espressione personale e partecipazione a reti di interessi: è quanto emerge dalle risposte di coloro che hanno rivelato di amare la scrittura su blog solo se non autoreferenziale, ma collaborativa, partecipata, pur nella diversità di opinioni.
L’importanza della dilatazione temporale è stata messa in evidenza da molti alunni e sotto diversi aspetti: dal superamento dei vincoli temporali imposti dall’incontro in presenza, alla possibilità di affrontare altri aspetti della poetica di un autore, alla comodità di poter instaurare una discussione in modalità diverse dalla tradizionale lezione, fino alla facoltà di adeguare tempi e ritmi alle esigenze dell’allievo.
Quali le criticità incontrate? Oltre ad alcune questioni di natura tecnica (mancanza di un pc, mancanza di connessione in rete, scarsa familiarità con le tecnologie), sono da segnalare il disagio nel palesare le proprie opinioni, la paura di essere giudicati o una frustrante incertezza rispetto alla padronanza del tema come ostacoli paralizzanti. E tuttavia, come è emerso, lo stesso argomento di letteratura latina già trattato in classe nel blog assume un appeal diverso. Questo il senso di affermazioni come «la scrittura su blog incide sulla motivazione allo studio della civiltà latina perché è un modo diverso di fare scuola»; o ancora «ciò che si apprende navigando in rete ci sembra sempre più interessante».

Bibliografia
Bonaiuti G. (a cura di) (2006), E-learning 2.0. Il futuro dell’apprendimento in rete tra formale e informale, Trento, Erickson.
Calvani A. (a cura di) (2007), Fondamenti di ditattica, Roma, Carocci.
Mayer R.E. (1996), Learning strategies for making sense out of expository text: The SOI model for guiding three cognitive process in knowledge construction, «Educational Psychology Review», n. 8, pp. 357-371.
Ranieri M. (2005), E-learning: modelli e strategie didattiche, Trento, Erickson.

<< Indietro