Home » n. 67 marzo/aprile

Un viaggio attraverso la letteratura sui blog didattici: tra pratiche e ricostruzioni teoriche

26 marzo 2010 | di Chiara Friso, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Abstract. Il contributo ricostruisce lo scenario del fenomeno dei blog didattici ripercorrendo le tappe che ne hanno caratterizzato la nascita e stimolato lo sviluppo, a livello internazionale e nazionale, e soffermandosi sulla presentazione delle principali produzioni bibliografiche che hanno accompagnato e narrato tale percorso evolutivo.

Parole chiave: blog didattici/rassegna bibliografica.

Summary. The paper outlines the phenomenon of educational blogs examining the gradual stages which have marked its origin and assessed its development at a international and national level and by reflecting on a careful survey on the main bibliographic output describing this evolution.

Key words: educational blogs/bibliographic survey.

Introduzione
Parlando di blog utilizzati a scopo educativo-didattico si ha, spesso, l’impressione che non ci sia uniformità e chiarezza nel riferirsi alle fonti bibliografiche, e che nelle citazioni si trovino inutili ridondanze o intollerabili omissioni. Da più voci sembra emergere il bisogno di una panoramica chiara sulla letteratura esistente, capace di fornire dei riferimenti significativi per lo studio e l’approfondimento del tema in oggetto.
L’idea da cui muove questo contributo è quella di ricostruire lo scenario del fenomeno dei blog didattici attraverso l’individuazione delle tappe che ne hanno caratterizzato la nascita e stimolato lo sviluppo, a livello internazionale e nazionale, e l’analisi delle principali produzioni bibliografiche che hanno accompagnato e narrato tale percorso evolutivo.

Gli inizi in campo internazionale
La pratica didattica dell’impiego del blog a scuola trae origine da alcune pionieristiche sperimentazioni sviluppatesi in territorio anglosassone e statunitense a partire dal 2000.
La prima significativa esperienza è quella attuata da Peter Ford, docente universitario e insegnante presso la British School of Amsterdam (Friso, pp. 113-114). Ford, nel 2001, creò un blog di classe per i suoi alunni di dieci anni; fu concepito come uno spazio in cui postare informazioni e monitorare le produzioni scritte, post e commenti, degli studenti (Ford, 2002). In poche settimane ciascuno studente possedeva un proprio blog personale; la classe di Ford si trasformò in breve tempo in un gruppo di giovani «pionieri del weblogging» a scuola (Ford, 2002). L’introduzione di questa tecnologia nelle pratiche didattiche non fu lasciata al caso o alla sperimentazione improvvisata. Ford iniziò l’esperienza con consapevolezza degli obiettivi didattico-educativi che intendeva perseguire, e con conoscenza pratica delle possibilità applicative. La realizzazione di un blog doveva rispettare delle fasi evolutive per condurre la classe, in modo graduale, alla creazione di una vera e propria comunità di apprendimento in cui ciascuno è detentore responsabile di un sapere personale e partecipa a un processo in cui le informazioni e le conoscenze si trasmettono in ogni direzione, da molti a molti. Oggi, le esperienze di Ford, raccolte nel suo blog (1), continuano a costituire un valido esempio per chiunque si interessi al mondo degli educational blogs e alle sue riflessioni, e i racconti e i materiali sono una fonte autorevole di risorse a cui attingere per tenersi costantemente aggiornati su questo tema.
Accanto a Ford, l’altro pioniere e guru degli educational blogs è Will Richardson, ricercatore in Educational Tecnology, che inizia l’avventura del weblogging presso la Hunterdon Central Regional High School di Flemington nel New Jersey (Stati Uniti). Nel 2001, Richardson apre il blog di classe Beginning Journalism (2): uno spazio per sperimentare attività giornalistiche con i suoi alunni. L’assunzione di alcune precise indicazioni didattiche fece decollare l’esperienza, tanto che in nove settimane il blog arrivò a ospitare 1.057 post. Ciò che più meravigliò Richardson fu, oltre alla quantità dei contributi, la qualità degli stessi: i ragazzi scrivevano con attenzione alla forma e al contenuto, sviluppando notevoli capacità critiche e di argomentazione. Da allora, Richardson fu così profondamente coinvolto nel mondo dei blog che cominciò a utilizzarli in diversi modi e per scopi differenti: per la sua squadra di calcio, per insegnare critica letteraria, per creare libri di testo collaborativi, ecc. In poco tempo anche gli altri docenti della scuola diedero avvio con successo alla sperimentazione del weblogging (Friso, 2009, pp. 119-124).
Mentre Richardson sperimentava le potenzialità di questa tecnologia, nel mondo le esperienze si diffondevano tanto che i cosiddetti «edublogger», cioè i blogger dediti all’impiego del blog in educazione, incominciarono a conoscersi e a interagire online. Attraverso la frequentazione della community «eBN ‒ Educational Bloggers Network» (3),Richardson si mise in contatto con Anne Davis, docente di scuola elementare e specialista di tecnologie didattiche presso l’Università della Georgia, la quale aveva già in attivo l’esperienza di un blog della sua classe di quinta, chiamato NewsQuest (4). Richardson propose alla Davis di creare insieme un blog di collaborazione tra le loro classi e fu così che nacque The Georgia-NJ Connection (5),uno spazio virtuale destinato a raccogliere l’esperienza di gemellaggio tra le due classi volta all’apprendimento delle abilità di scrittura giornalistica. Il blogcostituì una delle prime sperimentazioni di webloggingcollaborativo; da questo esempio prenderanno avvio altre esperienze in tutto il mondo.
Il contributo di Richardson alla diffusione delle pratiche d’uso del blog in educazione non si limita alle esperienze attuate, ma si arricchisce con altre due attività di successo: la gestione, a partire dal 2002, di Weblogg-ed, uno «spazio online dedicato alla riflessione ed alla discussione sull’uso del weblog, wiki, Rss e altre tecnologie di rete in educazione» (6), e la pubblicazione del suo testo Blogs, wikis, podcasts and other powerful web tools for classrooms (Richardson, 2006). Il blog Weblogg-ed costituisce uno degli archivi più ricchi di risorse sul tema e uno degli spazi di discussione più all’avanguardia e più densamente e significativamente (da edublogger di fama mondiale) popolati della Rete. Il suo testo, giunto alla sua terza edizione con oltre 60.000 copie vendute, è una vera e propria pietra miliare della riflessione sugli Educational blog e sulle tecnologie di rete. Scritto con un linguaggio semplice, sintetico e comprensibile a tutti e non solo agli addetti ai lavori, si presenta come un vero e proprio manuale: spiega come utilizzare ogni tecnologia soffermandosi sugli aspetti più tecnici e procedurali e riportando esempi reali. Offre definizioni e spiegazioni attingendo a ricerche sulla Web technology, alle nuove teorie sull’ Information literacye ad esperienze concrete, fornendo, per ogni argomento, link di riferimento e risorse per l’approfondimento. L’autore, attraverso questo innovativo manale, propone e illustra nel dettaglio un uso della tecnologia che va oltre la solita facilitazione dell’apprendimento individuale o la modernizzazione delle pratiche di insegnamento per promuovere, invece, esperienze di apprendimento realmente innovative perché interattive e collaborative. Il testo di Richardson costituisce l’archetipo bibliografico da cui trarranno spunto gli autori che seguiranno per parlare di didattica con i blog.

I blog didattici approdano in Italia
Mentre all’estero il fenomeno degli educational blog conosce un periodo di significativa diffusione sin dal 2001, in Italia è solo a partire dal 2003 che prendono avvio le prime sperimentazioni.
Il primo a occuparsi di blog educativi e a impegnarsi per promuovere questa tecnologia nelle scuole è Carmelo Ialaqua il quale, estrapolando idee e suggerimenti dalle esperienze di Richardson e Ford e da un articolo di Jo Ann Oravec (2002), elabora una sorta di decalogo di buone pratiche con lo scopo di guidare i docenti nell’introduzione del blog in classe (Ialaqua, 2005). Queste prime semplici indicazioni didattiche pubblicate su Edublog.it (7)circolarono velocemente negli ambienti didattici — anche grazie all’attenzione ad essi riservata dal magazine online «Sophia.it» (8) —  attenti alle novità nell’uso delle tecnologie a scuola, riscuotendo l’interesse e la curiosità degli insegnanti più inclini all’innovazione. Ad accogliere l’invito di Ialaqua e a intraprendere la strada dei blog scolastici fu Roberto Manfredi: il primo blogger didattico conosciuto della rete italiana. Egli, nell’ottobre del 2003, diede vita a due blog  —  Einmatman 1C ed Einmatman 2° (9) — , entrambi dedicati all’insegnamento della matematica. Dalla pionieristica iniziativa di Manfredi prenderanno spunto e ispirazione i primi blogger didattici italiani per dare avvio a sperimentazioni a ogni livello di istruzione (Friso, 2009, pp. 129-131).
Mentre si diffondono le prime esperienze in contesti formativi e il numero delle persone interessate all’argomento cresce, nel gennaio del 2004 nasce la prima community italiana dedicata al tema dei blog utilizzati a scopi educativi: Blogdidattici… AppassionataMente (10). L’iniziativa prende avvio da Maria Teresa Bianchi, docente di Matematica e Fisica presso il Liceo «G. Mazzatinti» di Gubbio, la quale, entusiasmata dall’esperienza di impiego del blog, elabora l’idea di creare un blog di riferimento dove inserire tutti i link ai blog scolastici. Così nasce Blogdidattici, uno spazio di incontro per tutti coloro che orbitano intorno a questo mondo: docenti, studenti, ricercatori, accademici, blogger, educatori, ecc. In breve tempo Blogdidattici diviene l’ambiente di condivisione di progetti, riflessioni, critiche, fallimenti e successi. Nell’aprile del 2004 si svolge a Gubbio il 1° seminario di Informazione-Formazione. Da questa prima esperienza, ogni anno a Gubbio viene riproposto un seminario con l’intento di approfondire e di discutere aspetti diversi sui temi inerenti i blog e le nuove tecnologie educative e di presentare le esperienze di eccellenza in atto nel contesto nazionale. Ed è proprio da questo fervente contesto che nel 2007 viene pubblicato Progettare scuola con i blog. Riflessioni ed esperienze per una didattica innovativa nella scuola dell’obbligo (Mancini e Ligorio, 2007).
Il testo di Mancini e Ligorio è il primo importante tentativo di ricostruire il panorama delle esperienze in atto e delle riflessioni sul tema dei blog didattici in Italia. Il volume si propone come guida, sia sul versante teorico sia su quello pratico, per la progettazione e la realizzazione di attività didattiche basate sull’uso del blog. Il testo si apre con l’esposizione delle teorie psicopedagogiche a fondamento di pratiche didattiche con i blog e prosegue con la ricostruzione del percorso evolutivo dei blog didattici in Italia per poi passare alla descrizione della tecnologia blog, soffermandosi sugli aspetti tecnici connessi alla sua apertura, gestione e organizzazione in classe. Particolarmente interessante è la seconda parte, dedicata alle esperienze didattiche perché, attraverso la narrazione da parte dei docenti protagonisti, suggerisce alcune buone pratiche d’uso del blog a scuola e fornisce un quadro esemplificativo di applicazioni di successo a cui attingere per la sperimentazione in classe. Un volume snello, ma completo; il corrispettivo per il contesto italiano e rivolto in modo esclusivo ai blog dell’opera di Richardson. Ideale per chi si approccia per la prima volta al mondo dei blog didattici e intende conoscere sia i riferimenti teorici generali a sostegno di questa tecnologia sia le indicazioni tecniche necessarie per poterla sperimentare.
A distanza di tre anni compare sulla scena nazionale un altro volume frutto della riflessione accademica su blog e didattica. Si tratta del testo di Bruni Blog e didattica. Una risorsa del web 2.0 per i processi di insegnamento. L’autore introduce il volume presentando il blog come un ibrido, punto di incontro e dialogo tra dimensioni tradizionali e forme più evolute della tecnologia digitale. Procede ripercorrendo la storia e lo sviluppo dei blog per poi approfondire gli aspetti connessi alla costruzione dell’identità tramite strategie narrative. La parte centrale del testo è dedicata alla presentazione del fenomeno degli edublog, con particolare attenzione alle tipologie d’uso e alle modalità di progettazione, gestione e valutazione. Nell’ultimo nucleo di approfondimento si descrive un’esperienza di applicazione del blog alla didattica del Laboratorio di Tecnologie della SISS del Molise. Vengono analizzate criticamente le dicotomie connesse al tema degli edublog cercando di mantenere un costante equilibrio tra aspetti teorici e pratici nella prospettiva di una circolarità tra ricerca universitaria e mondo della scuola, tra riflessione teorica e ritorni utili alla pratica didattica. Interessanti, infine, sono la sitografia e la bibliografia che mettono a disposizione del lettore un elenco ragionato e consistente di risorse cartacee e online per l’approfondimento dei temi affrontati.
Effettuando una breve deviazione sulla strada della sperimentazione accademica, all’incrocio tra ricerca universitaria e blog, incontriamo altri due volumi: Pratiche collaborative in rete di Mapelli e Lo Iacono (2008) e Dai blog al social network. Arti della connessione nel virtuale di Mapelli e Margiotta (2009).
Il primo volume del 2008 espone l’esperienza di Ibridamenti, un progetto di ricerca universitaria che si serve di un blog collettivo (11) quale luogo virtuale d’incontro tra ricercatori e blogger per la sperimentazione di modelli innovativi di generazione di contenuti. Un percorso di ricerca costruito attorno alla dimensione dell’osservazione partecipante che ha portato allo sviluppo di una vera e propria community, in perfetto stile blogger, capace di co-generare contenuti formandosi in rete.
Il secondo volume di Mapelli e Margiotta (2009) è la continuazione e lo sviluppo del testo precedente, volta a sintetizzare gli esiti delle osservazioni prodotte e delle interpretazioni proposte dagli osservatori entrando nel merito dei singoli casi osservati. Questi testi, seppur incontrando solo tangenzialmente la dimensione didattica del blog, offrono un importante contributo approfondendo quegli aspetti comunicativi, culturali e sociali inscindibilmente legati alla tecnologia blog da cui nessun discorso sulle potenzialità pedagogico-didattiche può prescindere. Costituiscono, inoltre, una eccellente testimonianza di come si può organizzare e svolgere una ricerca, dalla sua progettazione sino alla valutazione degli output, impiegando il blog come campo d’indagine; due utili sussidi da consigliare non solo a ricercatori o a studiosi di settore, ma a tutti coloro, studenti o docenti, che impiegano il blog nella pratica didattica quotidiana.
Ritornando sulla via maestra dell’approfondimento del rapporto tra blog e didattica presentiamo, in dirittura d’arrivo, il testo che ha fatto da guida in questo breve viaggio: La scuola davanti al blog. Tecnologie di rete per la didattica (Friso, 2009). Il volume analizza il binomio blog/didattica, ampliando il raggio di discussione e di problematizzazione alle tecnologie di rete e all’educazione nei suoi aspetti formali e informali. Lo sguardo pedagogico-didattico viene usato come guida del processo di riflessione e la scuola viene scelta come il campo d’indagine privilegiato. La tecnologia blog viene descritta e contestualizzata, evidenziandone le potenzialità sfruttabili per sostenere processi di apprendimento formali e informali e rilevandone aspetti di positività e criticità nella prassi didattica. Il testo si avvale di una doppia prospettiva d’indagine: da un alto di una ricerca teorico-fondativa finalizzata alla discussione di alcuni nuclei tematici di fondo (tecnologie educative, rete e tecnologie emergenti, educazione formale e informale) e alla delineazione dello stato dell’arte in merito a blog e didattica, dall’altro di un’indagine empirico-operativa che descrive tipologie e tendenze d’uso del blog nei contesti scolastici. Nell’affrontare le prospettive più significative che il blog propone alla scuola si è cercato di reperire la più ampia e dettagliata documentazione per offrire un quadro sistematico di quanto fatto sin qui con i blog nelle scuole italiane e straniere.
I discorsi sui blog didattici non si esauriscono tra le righe delle opere analizzate, ma continuano nelle pratiche didattiche silenziose di singoli docenti che sperimentano quotidianamente le potenzialità dei blog e si disperdono tra le infinite parole del web, rete madre che li ha visti nascere e diffondersi e che tiene costante traccia delle loro evoluzioni. Concludiamo, dunque, scusandoci per gli eventuali testi tralasciati e per la moltitudine di articoli, interventi, studi, esperienze, ricerche che, per ovvie questioni di spazio, non sono potuti rientrare nell’economia di questo contributo. Sperando, attraverso questo viaggio, di avere fatto cosa utile al lettore non possiamo che augurarci di poter percorrere in futuro strade non ancora battute, frutto di nuove sperimentazioni e ricostruzioni teoriche.

Note
(1) The FordLog-Peter Ford’s Organised Chaos, blog personale di P. Ford: http://fordlog.com.
(2) Beginning Journalism, blog scolastico gestito da W. Richardson: http://j1notes.blogspot.com/.
(3) eBN. Educational Bloggers Network: http://www.ebn.weblogger.com/.
(4) NewsQuest, blog scolastico gestito da A. Davis: http://itc.blogs.com/newsquest/.
(5) The Georgia-NJ Connection. Building Better Journalists, blog scolastico gestito da A. Davis e W. Richardson: http://weblogs.hcrhs.k12.nj.us/georgia/.
(6) Weblogg-ed. Learning with the read-write web, blog personale di W. Richardson: http://weblogg-ed.com/about.
(7) Edublog.it, blog personale di C. Ialaqua: http://edublog.altervista.org/.
(8) Sophia.it: http://www.sophia.it/app/WebObjects/News.woa/wa/site?page=magazine.
(9) I blog non sono più accessibili online. Sono stati chiusi nel dicembre del 2004.
(10) Blogdidattici… AppassionataMente, blog della community di Blogdidattici: www.blogdidattici.splinder.com e www.blogdidattici.it.
(11) Ibrid@menti: www.ibridamenti.it.

Bibliografia
Bruni F. (2009), Blog e didattica. Una risorsa del web 2.0 per i processi di insegnamento, Macerata, EUM.
Ford P. (2002/2003), My blogging. Real collaboration: http://ford.naaceblogs.org/12/2/.
Friso C. (2009), La scuola davanti al blog. Tecnologie di rete per la didattica, Torino, SEI.
Ialaqua C. (2005), Weblog e didattica: http://edublog.altervista.org/?page_id=69.
Mancini I. e Ligorio M.B.(2007), Progettare scuola con i blog. Riflessioni ed esperienze per una didattica innovativa nella scuola dell’obbligo, Milano, FrancoAngeli.
Mapelli M.M. e Lo Iacono R. (2008), Pratiche collaborative in rete, Milano, Mimesis.
Mapelli M.M. e Margiotta U. (2009), Dai blog al social network. Arti della connessione nel virtuale, Milano, Mimesis.
Richardson W. (2006), Blogs, wikis, podcasts and other powerful web tools for classrooms, Thousand Oaks, CA, Corwin Press.
Oravec J.A. (2002), Bookmarking the world: Weblog applications in education, «Journal of Adolescent & Adult Literacy», vol. 45, pp. 616-621.


<< Indietro