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Editoriale

3 maggio 2012 | Filippo Bruni
Perché occuparsi ancora di lavagne interattive Multimediali? La rivista Form@re ha già pubblicato due numeri su tale tema.
Il primo, curato da Italo Tanoni, risale al 2009 (http://formare.erickson.it/wordpress/it/category/2009/n-64-novembre-2009/) e già affrontava alcune questioni nelle prospettive proprie del contesto internazionale, delle sperimentazioni in Italia, della disabilità, delle pratiche degli insegnanti. Il secondo, curato da Giovanni Bonaiuti, del 2010 (http://formare.erickson.it/wordpress/it/category/2010/n-71-ottobrenovembre/), ha ripreso il tema aggiungendo, oltre a ulteriori contributi nelle prospettive già segnalate, una riflessione sulla formazione degli insegnanti riguardo la LIM.
Le LIM continuano ad essere oggetto di una particolare attenzione, di cui sarebbe interessante analizzare le motivazioni: il fatto che si tratti di un oggetto digitale esplicitamente destinato all’insegnamento, il cospicuo investimento operato dal Ministero, un forte impatto nella gestione dell’aula, il crearsi di comunità di docenti che ne condividono l’uso, la creazione di tutta una serie di supporti di vario genere tanto commerciali (come, tra i tanti, quelli della Erickson, http://www.erickson.it/Ricerca/Pagine/Results.aspx?k=lim&start1=1) quanto gratuiti (per un primo elenco si rinvia a Auletta, 2011).
Significativa è comunque la creazione di una serie di risorse on line dedicate tanto alla formazione dei docenti all’uso della LIM quanto alla documentazione delle attività realizzate. In tal senso sono da segnalare a livello nazionale sia il sito di Innovascuola, promosso dal Ministero, con una apposita sezione dedicata alla LIM (http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/lim/lim.html) sia la pagina web dell’ANSAS dedicata al progetto Scuola Digitale–Lim (http://scuoladigitale.cefriel.it/LIM-e-Didattica).
A Livello regionale e provinciale, a solo titolo di esempio, possono essere menzionati i siti dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia (http://scuoladigitale.cefriel.it/LIM-e-Didattica) e della provincia di Trento/Iprase (http://www.slimteam.it/j/). Meriterebbe inoltre una adeguata indagine la produzione realizzata dai singoli istituti scolastici pubblicando tanto materiali da usare con la LIM (anche qui, a solo titolo di esempio, si segnala l’Istituto comprensivo Veronella Zimella, http://www.veronellazimella.it/lim/lim-scuola-primaris.html) quanto documentazione video (come l’Istituto Pinin Carpi di Milano, http://www.youtube.com/watch?v=iLpRTOKy2c0, o l’Istituto Versari di Cesena, http://www.youtube.com/watch?v=7DzOCLP-gKY&feature=fvwrel). Tutto ciò indica come ci si trovi di fronte a un universo in espansione: certamente la progressiva diffusione e un uso, almeno per un gruppo ormai significativo di docenti, pluriennale rendono attuale una ulteriore riflessione che possa riconsiderare in termini complessivi l’intero fenomeno.
Bonaiuti, tracciando l’evoluzione degli studi sulla LIM rileva come da un primo periodo, centrato sulla rilevazione degli aspetti positivi della LIM in chiave descrittiva, si sia passati a una fase di indagini più strutturate basate su metodologie oggettive per giungere, in un terzo momento, a indagini di ampiezza nazionale e a meta-analisi (Bonaiuti, 2009, pp. 153-154). Proprio sulla base di meta-analisi Hattie rileva che «come molte innovazioni strutturali in educazione, i computer possono far crescere la probabilità di apprendimento, ma non c’è relazione necessaria tra l’avere i computer, usarli, e i risultati dell’apprendimento» (Hattie, 2009, p. 221). L’osservazione di Hattie non è relativa in modo specifico all’uso della LIM, ma ripropone comunque, alla luce di nuovi e ampi risultati sperimentali, il problema dell’efficacia della LIM. C’è un effettivo miglioramento dell’apprendimento usando la LIM? Che metodologie utilizzare per rilevarne l’efficacia? Quelle quantitative, come la meta-analisi utilizzata da Hattie, o approcci di tipo etnografico come proposto da Ito (Ito, 2010, pp. 4-9)? Quali apprendimenti andare ad analizzare: conoscenze di natura disciplinare o competenze trasversali come quelle digitali? E, infine, quali gli usi (efficaci) della LIM?
Fermarsi a una visione di uso generica e indistinta lascerebbe spazio a valutazioni altrettanto generiche e indistinte. In tal senso rimangono attuali le osservazioni di Rudd: «L’esame della ricerca in questo campo mostra in modo evidente che l’uso e l’impatto rimangono in qualche modo oscuri e incerti. È chiaro, comunque, che la nostra comprensione circa l’utilità e il potenziale delle LIM sarebbe grandemente migliorata da ulteriori ricerche» e in tal senso, tra le varie prospettive proposte, può essere segnalata quella «centrata su particolari visioni pedagogiche e pratiche didattiche e come queste danno forma e/o mediano l’uso della LIM in classe» (Rudd, 2007, p. 2).
Alla luce di tali considerazioni, questo numero di Form@re vuole in primo luogo offrire un quadro aggiornato degli studi esistenti a livello internazionale sull’efficacia della LIM. Il contributo di Ilaria Salvadori, Cosa sappiamo circa l’efficacia della LIM nel contesto scolastico?, si muove in tale direzione offrendo, tra l’altro, una serie sistematica e aggiornata di riferimenti bibliografici. In secondo luogo l’attenzione non può che rivolgersi alle pratiche, ma con una chiara consapevolezza del problema della valutazione dell’efficacia. In tal senso va il contributo di Simonetta Leonardi, LIM e pratiche di insegnamento: quali sfide per la valutazione?, che presenta una pratica di uso accompagnandola con una serie di riflessioni legate appunto alla questione dell’efficacia. Il terzo intervento — elaborato da Elisabetta Nanni, Itinerari musicali con la WIILD — unisce la presentazione di pratiche a un forte dimensione propositiva legata principalmente all’educazione musicale (ma non solo: l’attenzione mostrata verso la dimensione visiva, con cui l’aspetto musicale si intreccia, sottolinea una dimensione peculiare della LIM). Infine, quarto e ultimo intervento sempre rimanendo nella dimensione delle (buone) pratiche, si segnala il contributo di Giacomo Guaraldi ed Elisabetta Genovese, La Lavagna Interattiva Multimediale a supporto degli studenti disabili e con DSA all’Università di Modena e Reggio Emilia, dove viene analizzato un esempio di come la LIM possa essere un elemento centrale all’interno di una proposta didattica in un ambiente universitario attento alla questione della disabilità a partire dalla strutturazione dell’aula fino alla gestione delle lezioni.
Una nota finale: questo numero di Forma@re nasce grazie agli stimoli (e vuole in qualche modo costituire un possibile sviluppo) del primo numero della rivista on line Bricks, dedicato alla LIM (http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/Bricks_1_2011.pdf). In tal senso a Pier Franco Ravotto, ma anche a Valerio Eletti, e a tutta la comunità di Bricks va qualcosa di più di un semplice ringraziamento per tutto l’aiuto ricevuto. Analizzando alcuni specifici contesti scolastici è stato rilevato come in relazione alla LIM sviluppi significativi delle competenze degli insegnanti sono legati «a sforzi collaborativi, senza formazione sistematica. In tale contesto di sviluppo professionale, informale e autogestito, sembra che le caratteristiche delle TIC siano state incorporate nelle conoscenze pedagogiche degli insegnanti» (Kennewell, 2005). La collaborazione, per quanto informale, instaurata tra insegnanti, riviste e studiosi può essere una buona prospettiva al cui interno continuare a lavorare.
 
 
Bibliografia
Auletta G. (2011), Risorse gratis per la Lavagna Interattiva Multimediale, «Bricks», vol. 1, pp. 98-95, http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/Bricks_1_2011.pdf.
Bonaiuti G. (2009), Didattica attiva con la LIM. Metodologie, strumenti e materiali per la Lavagna Interattiva Multimediale, Trento, Erickson.
Hattie J. (2009), Visible learning. A synthesis of over 800 meta-analyses relating to achievement, London-New York, Routledge.
Ito M. (a cura di) (2010), Hanging Out, Messing Around, and Geeking Out, Cambridge-London, MIT, http://mitpress.mit.edu/books/full_pdfs/hanging_out.pdf.
Kennewell S. (2005), Researching the influence of interactive presentation tools on teachers’ pedagogy, Paper presented at the British Educational Research Association Annual Conference, University of Glamorgan, 14-17 September 2005, http://www.leeds.ac.uk/educol/documents/151717.htm.
Rudd T. (2007), Interactive whiteboards in the classroom, Bristol, UK, Futurelab, http://archive.futurelab.org.uk/resources/documents/other/whiteboards_report.pdf.
 
Sitografia
Istituto Pinin Carpi, filmato su lim, http://www.youtube.com/watch?v=iLpRTOKy2c0
Istituto Veronella Zimella, Lim scuola primaria, http://www.veronellazimella.it/lim/lim-scuola-primaris.html
Istituto Versari, Lavagna interattiva multimediale, http://www.youtube.com/watch?v=7DzOCLP-gKY&feature=fvwrel
Provincia di Trento, IPRASE, Slimteam, http://www.scuola-digitale.it/lim/ilprogetto/finalita/
USR Lombardia, Scuola Digitale Lombardia, http://scuoladigitale.cefriel.it/LIM-e-Didattica

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