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Annata n. 62 maggio/giugno 2009

n. 62 maggio/giugno 2009 »

[20 mag 2009 | di Maria Grazia Fiore ]
Editoriale “Quella volta che siamo diventati umani, da qualche parte fra l’Africa e l’Eurasia,” – scrive Telmo Pievani (2004) – “si è aperta la danza coevolutiva fra natura e cultura, fra innato e acquisito, fra eredità ancestrale e apprendimento”. Linguaggio e intelligenza ...

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[5 mag 2009 | ]
Andreas Formiconi, nel precedente contributo, ha sottolineato come l'esperienza di una blogoclasse composta da insegnanti nella fascia di età fra 30 e 50 anni sia un brillante controesempio del teorema che attribuisce alle generazioni mature l'incapacità di utilizzare le tecnologie in modo proficuo. Fattore cruciale, in tal senso - molto più dell'età anagrafica - si rivela piuttosto la profonda ed effettiva motivazione personale.
[5 mag 2009 | di Andreas Robert Formiconi ]
La rivoluzione digitale 420 kbps. È questa la velocità alla quale pare stia viaggiando la mia connessione in questo momento. Non è un granché, dovrebbe superare 1 mbps. Tuttavia vent’anni fa mi pareva un miracolo comunicare con il resto del mondo a 1.2 kbps.
[5 mag 2009 | di Antonio Calvani, Antonio Fini e Maria Ranieri ]
1 - Introduzione Nel dicembre 2006 il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno emanato la Raccomandazione sulle Competenze Chiave per il Lifelong learning (2006/962/EC), introducendo un nuovo framework per le competenze di base, ossia di quelle competenze necessarie per esercitare pienamente il diritto di cittadinanza nella società contemporanea.
[5 mag 2009 | di Davide Mana ]
0) Il Lastrico dell'Inferno From the moment I read about the existence of the cyberculture, I wanted to be a part of it. All those hackers, freaks and revolutionaries... each of them was exactly the kind of person I wanted to become.. a sort of hypersexed, optimistic genius... a cross between Buckminster Fuller and Ziggy Stardust. [Patric Farley, 1998]
[5 mag 2009 | di Maria Grazia Fiore ]
I risultati delle recenti ricerche (1) che indagano gli stili cognitivi e relazionali di coloro che sono nati dopo la diffusione di Internet (i cosiddetti “nativi digitali”, secondo la fortunata ed ormai universale definizione di M. Prensky del 2001), sembrano richiamare l’esortazione di Massa a non aver paura di riprodurre all’interno della scuola e dell’università “quello che i ragazzi fanno già fuori di essa, ma preoccuparsi di farglielo fare in modo più ricco di significati esistenziali e culturali…