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Annata 2011

n. 74 febbraio/marzo »

[18 feb 2011 | Carmen Holotescu, Politehnica University of Timisoara and Gabriela Grosseck, West University of Timisoara, Romania ]
Summary. In recent years, the most daring player in the social media arena proved to be the microblogging technology, the most energetic in this field being Twitter, raising the interest of the educational actors. A number of microblogging platforms dedicated ...
[18 feb 2011 | Martin Ebner, Thomas Altmann, Selver Softic, Graz University of Technology, Austria ]
Summary. In this paper we report the use of an application that enables an automatic analyses of social media content. In this early stage of development our work focuses on data from Twitter (1) as currently to be ...
[18 feb 2011 | Terry Freedman, ICT consultant ]
Summary.  In this article, Terry Freedman looks at how microblogging services such as Twitter, Edmodo and Cirip are being used in education, both in the classroom and for professional development. Although microblogging does not, at first glance, look particularly useful ...
[18 feb 2011 | Wolfgang Reinhardt and Matthias Moi, University of Paderborn, Computer Science Education Group, Paderborn, Germany and Nina Heinze, Knowledge Media Research Center, Tübingen, Germany ]
Summary. Despite the massive social and technological changes that have occurred due to the Web in the recent years, university courses often still emphasize time-honored teaching methods with classical learning tools and resources. During these courses students often acquire knowledge ...

n. 73 gennaio »

[26 gen 2011 | a cura di Maria Ranieri e Pierfranco Ravotto ]
Editoriale Cos’è il mobile learning a cui è dedicato questo numero di Form@re? I lettori troveranno diverse definizioni offerte dagli autori dei vari articoli che pubblichiamo. Del resto, non sarebbe univoca nemmeno una definizione di learning. L’aggiunta dell’aggettivo «mobile» al termine «apprendimento» – o, da parte di altri, l’aggiunta dell’aggettivo «ubiquitario»: ubiquitus learning – è la presa d’atto, nel campo dell’educazione e della formazione, della novità di essere sempre connessi. 

n. 73 gennaio »

[26 gen 2011 | di Ben Bachmair, John Cook E Norbert Pachler e London Mobile Group Traduzione italiana di Maria Ranieri ]
Abstract. Non basta limitarsi ad aggiungere i telefoni cellulari alla lunga lista dei media che sono entrati nel mondo nella scuola per migliorare l’offerta formativa. In quest’ottica, il contributo qui presentato si sofferma sui telefoni cellulari considerandoli come una nuova ...
[26 gen 2011 | di Luciano Seta, Davide Taibi, Giovanni Fulantelli, Onofrio Di Giuseppe, Manuel Gentile, Marco Arrigo, Consiglio nazionale delle Ricerche – Istituto per le tecnologie Didattiche, Palermo ]
Abstract. In questo articolo si propone una riflessione critica sull'uso delle tecnologie mobili per l'apprendimento, il cosiddetto mobile learning. A partire da una lunga esperienza sul campo, si analizza un progetto di mobile learning, il progetto MoULe (Mobile and Ubiquitous ...
[26 gen 2011 | di Michelle Pieri e Davide Diamantini, Università degli Studi di Milano-Bicocca ]
Abstract. Questo contributo si focalizza sull’esperienza di mobile learning, con l’ambiente per l’apprendimento cooperativo MoULe, realizzata dall’Università degli studi di Milano-Bicocca in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo. Un questionari(1)o sulle tecnologie e ...
[26 gen 2011 | di Maria Cinque professore a contratto presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma ]
Abstract. La formazione rivolta ad alcune tipologie di professioni richiede, oltre all’erogazione di contenuti teorici, un periodo di training svolto direttamente sul campo sotto la supervisione di personale esperto. In questa fase l’apprendimento avviene mediante esperienza diretta, sebbene «controllata», e la sua efficacia si basa non semplicemente sull’imitazione di una pratica, ma sul processo metacognitivo che su tale pratica viene attivato. Occorre per questo che il docente o il tutor conduca lo studente nel raggiungimento di capacità riflessive rispetto alla prassi messa in atto. Alcuni progetti di mobile learning svolti in contesti diversi – un policlinico universitario e una scuola alberghiera – hanno dimostrato come l’utilizzo didattico di tecnologie senza fili consenta, da un lato, di rendere esplicita la conoscenza tacita insita nelle attività di training, dall’altro di rendere meno formale l’apprendimento delle materie tradizionali. Attraverso questa prospettiva il mobile learning esce dal contesto puramente istituzionale, identificandosi come mezzo idoneo a supportare i momenti formativi che avvengono più o meno intenzionalmente nella vita quotidiana.
[26 gen 2011 | Di Rosanna De Rosa, Università di Napoli, Federico II con la collaborazione di Aida Riccio (1) ]
Abstract. I dispositivi mobile hanno introdotto un’ulteriore variabile tecnologica nei processi di apprendimento. Il dibattito è stato appena avviato, ma già si individuano veloci fughe in avanti, verso il Mobile Learning 2.0 e le frontiere dell’Augmented Reality. Il progetto Campus Virtuale – nell’ambito del quale è stata sviluppata la piattaforma di ateneo “Federica” – fornisce l’occasione per riflettere sull’utilizzo del mobile in ambito universitario, soprattutto dal punto di vista di determinanti non tecnologiche. Il progetto si muove infatti su una frontiera originale in cui ricerca, sperimentazione e comunicazione istituzionale informano le strategie progettuali (Federica WebLearning, FedericaMobile e Federica iTunes U), con un approccio seamless al nuovo ecosistema mediale. Consapevoli quindi che lo studio mediato dal computer – in un futuro che è già qui – dovrà basarsi su supporti meno naive, possibilmente costruiti con un approccio multi-disciplinare e mindful, volgiamo lo sguardo anche ad alcuni recenti sviluppi nell’ambito delle neuroscienze che possono fornire indicazioni preziose per la costruzione delle architetture destinate alla didattica e allo studio.