Annata 2012
n. 80 ottobre/dicembre »
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Abstract. Talvolta la figura decorativa è solo tale ― non chiarisce o aggiunge contenuto, non guida l’elaborazione del testo. Anche così svolge spesso una funzione utile per i lettori light, alleggerendo la pagina, scandendola in segmenti significativi. Ma più spesso fornisce una chiave di interpretazione, suggerendo il tema del testo e così facendo attivando conoscenze precedenti utili per l’interpretazione.
Abstract. La diatriba fra forma e funzione ha a lungo influenzato il modo in cui si vedeva il tema dell’estetica nell’HCI, contrapponendola a presunti attributi prestazionali e di usabilità, giudicati più importanti. Ma molti studi sui siti web hanno ormai evidenziato come la stessa percezione di usabilità sia fortemente influenzata dagli attributi estetici, mentre l’oggettiva facilità d’uso non ha un ruolo equivalente nel determinare la percezione estetica. L’estetica è importante anche per la motivazione nell’esplorazione di un sito e per la credibilità dell’ente che rappresenta. Il giudizio estetico, a sua volta, è influenzato da diversi fattori, in parte da chiarire e da mettere in relazione. Vi gioca un ruolo il contesto d’uso di un sito, il tipo di compito, ma anche il sesso degli utenti, la loro età. È dunque importante non trascurare l’aspetto estetico nella progettazione di prodotti interattivi online, pena il rischio di fallimento nonostante le risorse impegnate su contenuti e funzionalità. L’emergente disciplina della User eXperience tenta in maniera ancora non accademica di tener conto di tutti questi fattori. Una sfida lanciata anche al mondo della ricerca.
Abstract. Viene illustrato un approccio di psicologia cognitiva applicata all’uso didattico dell’animazione. Il riferimento principale è alla teoria di Schnotz e Lowe sul ruolo dei processi percettivi e delle loro regole di salienza nell’apprendimento tramite animazioni. La relativa autonomia del funzionamento del sistema visivo è utilizzata per segnalare possibili specifici svantaggi dell’animazione e anche importanti principi che, applicati alla animazione, possono scongiurare quegli svantaggi. Viene anche affrontato il problema dell’autocontrollo dello studente nell’esplorazione dell’animazione e vengono indicati alcuni principi utili per risolverlo.
Abstract. L’interazione degli studenti con rappresentazioni visive, in forma di immagini statiche o animate, può potenziare notevolmente l’apprendimento di concetti scientifici altrimenti espressi solo in forma verbale o matematica. Tuttavia, il potenziale didattico delle immagini è ancora largamente inesplorato, come provato, ad esempio, dalle immagini puramente decorative che ancora si incontrano in molti libri di testo, e dall’uso limitato di immagini generate dagli studenti nell’insegnamento di materie scientifiche e nella valutazione dell’apprendimento. In questo articolo sono considerati alcuni possibili elementi di integrazione fra Scienze Cognitive e Instructional Design, evidenziando l’utilità di alcuni approcci teorici che possono contribuire ad un uso didatticamente più efficace della comunicazione visiva nei libri di testo e nella pratica di insegnamento. Importanti indicazioni per identificare le caratteristiche di un’illustrazione o di un’animazione che possono influenzare (positivamente o negativamente) l’efficacia della didattica sono offerte dalla Teoria del Carico Cognitivo (Cognitive Load Theory). Inoltre, quando gli obiettivi di apprendimento richiedono la ristrutturazione dei modelli mentali degli studenti, come nel caso del cambiamento concettuale che accompagna l’apprendimento di concetti scientifici, un contributo può provenire dall’approccio teorico dell’Apprendimento e Insegnamento Basati su Modelli (Model-Based Learning and Teaching), in cui l’apprendimento è visto come una progressione di modelli mentali, che va da un modello iniziale del sistema investigato, ad un modello finale più preciso e scientificamente corretto, passando attraverso una serie di modelli intermedi.
n. 79 maggio/settembre »
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Abstract. Le immagini dinamiche costituiscono un’importante risorsa per le attività didattiche. A partire da una riflessione storica, si evidenzia in primo luogo l’importanza di un loro uso efficace alla luce della classificazione operata da Clark e Lyons. In secondo luogo si segnalano alcune attività emergenti legate alla documentazione, al digital storytelling e alla formazione degli insegnati.
Abstract. Il mediatore è un ponte, un collegamento fra quello che un soggetto ha già e quello che l’altro gli porta (Canevaro, 2008). Un mediatore efficace deve corrispondere alle caratteristiche di multimodalità e multimedialità. Il video può essere un mediatore efficace, una forma di narrazione aperta e metacognitiva. I rischi sono la spettacolarizzazione e la manipolazione. Occorre pertanto sviluppare una modalità di fare video che consideri al centro la persona e che investa nel progetto scientifico e culturale.
Abstract. Il contributo presenta l’impianto metodologico di un progetto di ricerca in corso di realizzazione con un gruppo di docenti della formazione professionale in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, basato sull’approccio dell’analisi narrativa delle pratiche educative, attraverso l’osservazione videoripresa di una lezione.
Abstract. Che l’uso dell’immagine possa avere un ruolo interessante nel contesto scolastico non è certo una novità, e più volte la scuola ha tentato – con alterne vicende – di sfruttare questa potenzialità. Lo stesso potremmo dire sia avvenuto con ...