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Annata 2012

n. 78 marzo/aprile »

[3 mag 2012 | Giacomo Guaraldi, Referente Accogliente degli studenti disabili e dislessici universitari, Elisabetta Genovese, Delegato del Rettore alla Disabilità, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ]
Abstract. Negli ultimi anni l’introduzione delle moderne tecnologie ha consentito agli studenti con disabilità di raggiungere un maggior grado di autonomia e ha favorito un mutamento nella didattica che è diventata sempre più una «didattica inclusiva», incentrata sui bisogni educativi speciali di tali soggetti e soprattutto sulle potenzialità nascoste in essi. I software per l’apprendimento, le sintesi vocali, le lavagne interattive multimediali (LIM), i netbook, i tablets, gli Ipad creano una «rete integrata» che permette, grazie a linguaggi diversi e multimodali, di accrescere l’autostima dei soggetti con disabilità e favorire la loro autonomia. La lavagna è uno strumento che stimola l’apprendimento, in quanto utilizza un linguaggio più vicino alla modalità comunicativa delle nuove generazioni, riducendo così la distanza docente e discente. Questo è tanto più importante nel caso di studenti con disabilità o con disturbo specifico dell’apprendimento: il disabile sensoriale può utilizzare la modalità comunicativa residua, il disabile motorio può «sfogliare» un testo, farselo leggere, prendere appunti, il ragazzo con DSA può usufruire della sintesi vocale per la lettura e/o per il supporto alla scrittura.

n. 77 gennaio/febbraio »

[5 mar 2012 | ANTONIO RIZZO, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA ]
Editoriale In questo numero si raccolgono alcuni articoli su un progetto, Wironi, nato nel 2005 presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena in collaborazione con il Comune di Monteroni d’Arbia (Siena). Il progetto parte come prima applicazione concreta ...

n. 77 gennaio/febbraio »

[5 mar 2012 | LAURA MENICHETTI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE ]
  Abstract. La scuola moderna si è appropriata da sempre della tecnologia della scrittura su carta. I nuovi media digitali nati nel XX secolo, invece, sono stati accolti talvolta disattendendone le potenzialità, talvolta concentrandosi soltanto su aspetti tecnologici, spesso inserendoli in rigide architetture precostituite. WiRoni, e in particolare WiFiabe, intendono cogliere due opportunità rilevanti: le nuove pratiche sociali connesse all’interazione diretta offerta dai più recenti dispositivi digitali, infatti, da una parte abilitano un più stretto rapporto con l’extrascuola, l’incontro con la net generation, la valorizzazione delle esperienze pregresse dei discenti e, dall’altra, realizzano tool per una rappresentazione attiva della conoscenza, per la creazione di nuovi schemi conoscitivi, per una cooperazione interpersonale a più livelli. WiRoni è un esempio di esperienza progettata e sviluppata contemporaneamente all’interno e all’esterno di un ambiente formativo istituzionale: le funzionalità primitive di strumenti digitali e le potenzialità di artefatti pubblici sono state trascese per dare vita a una nuova modalità collaborativa con la quale bambini e ragazzi si sono fatti autori di nuove produzioni.
[5 mar 2012 | MARCO CARNESECCHI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA ]
Abstract. L’impatto iniziale di WiRoni sulla popolazione di Monteroni d’Arbia (Siena) è stato limitato alla fruizione dei contenuti caricati dal team di design, in particolare le storie per i bambini. Mancavano infatti brani audio prodotti dalla comunità locale. In realtà, però, la competenza tecnica necessaria a trasmettere i contenuti nel parco e in rete è minima (upload da CMS wordpress) e anche le tecnologie per registrare e arricchire l’audio con effetti sonori sono alla portata di tutti, se opportunamente guidati da esperti. Da queste osservazioni è nato il progetto WiFiabe. Nel corso dell’anno scolastico 2010/2011 20 bambini tra 6 e 13 anni, coordinati da un’educatrice durante l’attività di doposcuola del Comune, hanno lavorato in gruppi e creato storie di fantasia. In seguito, alcuni studenti dell’Università di Siena, con l’aiuto di un musicista per la parte degli effetti sonori, hanno assistito i ragazzi nel diventare autori digitali e apprendere in prima persona come trasformare le loro storie in contenuti audio. In questo modo i partecipanti hanno interagito con il web non in quanto fruitori ma come autori, e messo in moto un processo per rendere WiRoni uno strumento per dare voce alle varie anime della comunità.
[5 mar 2012 | MAURIZIO CAPORALI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA ]
Abstract. In questo articolo presentiamo il progetto WiRoni, che affronta il design tecnologico di artefatti che permettono di accedere ai contenuti Internet in uno spazio pubblico attraverso delle interazioni naturali. Per fare questo abbiamo utilizzato tre tecnologie abilitanti: sensori a ultrasuoni, MEMS e mash-up di applicazioni Internet. Queste tecnologie sono state scelte in base alla natura dell’attività umana, e non viceversa, permettendo un’interazione il più possibile naturale e legata al luogo e all’attività svolta dall’utente. I concetti sui quali il progetto si basa sono Ubiquitous Computing, Tangible User Interface, Pervasive Computing, e Internet of Things, questi vanno tutti nella stessa direzione, cioè che i computer, telefoni e console di gioco non sono più gli unici dispositivi nel nostro ambiente che hanno potenza di calcolo e che offrono la possibilità di essere connessi alla rete Internet. Nell’articolo saranno presentate le scelte tecnologie, che sono alla base del progetto e del concetto delle fontane, che permettono di gestire i servizi legati a WiRoni.
[5 mar 2012 | MAURIZIO CAPORALI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA, MARCO CARNESECCHI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA, GIOVANNI MARANGI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA, LAURA MENICHETTI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE, ANTONIO RIZZO, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA ]
Abstract. La fruizione di servizi e di contenuti Internet può essere abilitata da nuovi «oggetti» in grado di realizzare modalità di interazione adeguate a supportare le attività sociali umane che avvengono in un determinato luogo e in specifici momenti. WiRoni è un arredo urbano che va nella direzione di fornire l’accesso a Internet, tenendo sempre come punto di riferimento fondamentale il contesto fisico e sociale in cui si inserisce, valorizzando il ruolo del territorio e consentendo la creazione e la fruizione di contenuti da parte di bambini. La metafora che sottosta all’idea di WiRoni è la «creazione di fontane»: Internet è come l’acqua che va portata nei luoghi dove deve svilupparsi la vita. Così come l'acqua può essere erogata da semplici rubinetti o attraverso realizzazioni della creatività e dell'ingegno umani, che creano un luogo d'arte, un luogo di commercio, un nuovo tipo di paesaggio, così Internet può essere veicolato attraverso strutture hardware e software, che entrano in rapporto con il luogo di fruizione e con le attività emergenti che lì si sviluppano.
[5 mar 2012 | GIOVANNI MARANGI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA ]
Abstract. In questo articolo sono illustrate le funzionalità tecnologiche che si dimostrano interessanti per l’evoluzione del sistema WiRoni. Accanto a ciò sono esaminate le correlazioni con la socializzazione che la mediazione di WiRoni induce, tentando di guardare simultaneamente sia le prospettive future molto in là nel tempo che quelle di immediata possibilità. Le esperienze sono delineate in base alla loro forza evocativa e suggestiva e invitano a formulare scenari su possibili evoluzioni del sistema come presenza, sia in termini di componentistica tecnologica che in termini di interazione sociale.